Rassegna Stampa

Totti, Piccinini, Federer la lunga primavera di chi non si arrende

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 25-04-2016 - Ore 07:08

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Totti, Piccinini, Federer la lunga primavera di chi non si arrende

LA REPUBBLICA – RETICO - È una primavera senza titoli di coda. A 37 anni Valentino saluta un’altra stagione in sella al suo giocattolo, impenna la moto come un adolescente all’uscita da scuola, sgommando oltre l’ennesima linea d’ombra. I riccioli sudati come il cuore del ragazzino Rossi, che sa di averla fatta un’altra volta grossa: «Me la sono goduta tra quei due». Quasi 10 anni più giovane Jorge Lorenzo (28) e ben 14 l’irrequieto Marc Marquez (23). Non è ancora l’ultima recita del maestro.

Adulti colmi di futuro, certi campioni. Anche se il futuro è lungo nemmeno tre minuti sull’orlo dell’inferno, c’è ancora una vita intera da giocarci dentro: gol in spaccata e gol su rigore batticuore, così a 39 anni si ristabilisce la verità d’essere Francesco Totti. Due reti che ribaltano la sconfitta in trionfo sul Torino e insieme rendono impronunciabile per la Roma, a Roma e allo stesso capitano, questo straziante lungo addio. Generazione eterna. Nati nei Settanta, longevità al potere. Per Valentino è il successo numero 113 in 20 stagioni quello di Jerez, nella Spagna dei suoi baby nemici. Rimane lì, incollato da un’eternità al cielo: ha sbagliato, è caduto, ha rivinto, ha perso un amico (Simoncelli) e reagito coi calci alle provocazioni di Marquez (l’anno scorso). Non ha mai pianto quando è rimasto indietro, ha solo studiato. E ricominciato.

Altri due anni di certo coi guantoni, e magari sesto mondiale, si augura Gianluigi Buffon. A 38 anni il portiere della Juventus è alla sua 21esima stagione in Serie A, la 15esima a Torino. Dall’esordio a 17 anni e 10 mesi in Parma-Milan, ne sono passate di storie in mezzo ai suoi pali. Si avvia verso il suo 7° scudetto (togliendo quello revocato), dopo un anno da record con i suoi 973 minuti di imbattibilità cancellando il primato di Sebastiano Rossi del 1994. Europei a giugno, Champions League l’anno prossimo e nel 2018 perché no, l’ultimo mondiale: «Mi piacerebbe, sarebbe un record storico. Farò le mie valutazioni in base agli stimoli, alle situazioni e alle opportunità».

A 37 anni si è divorata la sua sesta Champions League con Casalmaggiore, Francesca Piccinini. La pallavolista che ha esordito in A nel‘93, dopo 23 anni è ancora lì a schiacciare e scacciare la fine: top scorer in finale e premio come miglior giocatrice. A maggio andrà a Tokyo con la nazionale per giocarsi il pass per Rio, quinti Giochi per lei. «Mi manca la medaglia olimpica». Nel 2001 un ventenne svizzero col codino sfilò sui campi di Milano vincendo il suo primo titolo in carriera. 14 anni dopo Roger Federer ha trionfato altre 87 volte, tra cui in 17 Slam. È terzo nel ranking, dietro a due 28enni (Djokovic e Murray). Guai al ginocchio quest’anno, ma nessuna idea di cedere: «Pronto a vincere un altro Slam. Come voglio essere ricordato? Come qualcuno che ha aiutato a migliorare il tennis». A farlo esperienza religiosa, ha scritto David Foster Wallace.

Vite letterarie, anche per come escono di scena. L’ultima partita di Kobe Bryant, a 37 anni, il 16 aprile scorso: la leggenda dei Lakers ha allestito la propria fine dopo 20 anni a Los Angeles. Vincenzo Cammarelle appenderà i guantoni al chiodo a fine mese, dopo l’oro a Pechino e altre due medaglie olimpiche, a 35 anni. Anche la signora del fioretto, Valentina Vezzali, 42 anni, dopo i mondiali a squadre in corso a Rio, scenderà dalla pedana. Ci era salita in 1ª elementare. Titoli di coda, in questa benedetta primavera.

Fonte: LA REPUBBLICA – RETICO

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