Rassegna Stampa

Totti si candida: “Roma, io ci sono”. Ma sarà staffetta

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 16-12-2013 - Ore 07:59

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Totti si candida: “Roma, io ci sono”. Ma sarà staffetta

Nella vita, a volte, esiste una regia misteriosa che l’avvicina alla letteratura. Un gioco di specchi in cui non si sa che cosa sia più reale e addirittura a pensarci bene a che cosa sia più bello credere. Ecco, dopo che 59 giorni fa Francesco Totti aveva lasciato il nostro campionato nel corso di una sfida nobile contro il Napoli, troviamo che ci sia qualcosa di letterario nel fatto che esca dal tunnel ritrovandosi inondato dalle luci abbaglianti del palcoscenico di San Siro in un match dal sapore antico contro il Milan. Tra l’altro, se un filo lega ciascuno di noi ad un passato da raccontare, quello del capitano giallorosso ha appeso in fondo la doppietta grazie a cui proprio a San Siro il 6 ottobre la Roma liquidò la pratica Inter. E sono stati gli ultimi segnati finora.

I dubbi Ma se Totti giocherà o meno da titolare si saprà solo stasera, perché Garcia ha ancora dei dubbi legati al lungo stop e al freddo. In ogni caso, qualunque sia la decisione, la staffetta con Ljajic sembra sicura.«Con Francesco siamo più forti ha detto infatti l’allenatore ma lui e Destro non hanno una partita intera nelle gambe. La cosa interessante è che il capitano ha fatto una settimana di allenamento, così sembra più pronto per aiutare la squadra, ma non è al 100% è normale. La cosa bella è che lui sia tornato: per il gruppo, per la squadra è molto meglio avere il capitano che stare senza di lui».

Il colloquio Una cosa è certa: Totti ha una voglia matta di tornare a giocare, anche perché già domenica scorsa contro la Fiorentina sperava di riassaggiare anche solo per pochi minuti il sapore del match. «Io mi sento pronto», ha detto a tutti il capitano. Ma l’ultima parola spetta a Garcia, che anche ieri sera gli ha parlato per assicurarsi delle sue condizioni. E senza sciogliere i dubbi.

Cura Ljajic Per questo nei giorni scorsi da Trigoria hanno raccontato come l’allenatore francese abbia «lavorato» molto dal punto di vista psicologico su Ljajic. Il giocatore serbo infatti, dovendo fare staffetta con Totti (e in assenza dello squalificato Pjanic), è chiamato a dare fantasia ad una squadra più muscolare del consueto, visto che a De Rossi e Strootman sarà affiancato Bradley. Detto che occorrerà temere anche le tante diffide (De Rossi e Strootman, ma anche Maicon, Florenzi e lo stesso Ljajic), la chiusura ha una valenza puramente scaramantica. Infatti, proprio nella scorsa stagione a San Siro contro il Milan è cominciata la striscia d’imbattibilità della Roma in campionato. Da quel giorno di maggio le giornate trascorse sono 17. Quanto basta per strofinare capitan Totti come un amuleto.

Fonte: Gazzetta dello Sport - Cecchini

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