Rassegna Stampa

Totti, una spanna sopra Del Piero

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 05-12-2013 - Ore 20:30

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Totti, una spanna sopra Del Piero

Perché Totti? Perché è semplicemente più forte. Il faccia a faccia di questa settimana è di quelli apparentemente scivolosi. Come si può paragonare un giocatore, Alessandro Del Piero, che ha vinto tutto, con un altro, Francesco Totti, che ha conquistato meno della metà dei titoli del collega? Ecco, a domande all’apparenza complesse vanno date risposte chiare e dirette, che non lascino spazio ad equivoci ed interpretazioni.

Non ingannino i trofei vinti dall’Alex bianconero: giocare con la Juventus è un vantaggio che ha permesso a Del Piero di essere più conosciuto a livello mondiale. Ma Totti è di un altro livello, probabilmente di un’altra categoria. Una premessa va fatta: le grandi bandiere non hanno maglie e colori. Alex De Piero è stato un grandissimo campione ed ha rappresentato un’epoca d’oro, onorando quella maglia numero 10 che in passato era stata di Sivori, Boniperti e Platini. Totti però è qualcosa di più. Non è solo il più importante giocatore della storia della Roma, lui rappresenta la Roma. Nel caso di Francesco c’è una simbiosi e un’identificazione collettiva, un fenomeno paragonabile solo all’amore che l’Argentina e la città di Napoli hanno avuto per Diego Armando Maradona. Scusate se è poco!

A dispetto di quello che si pensa, Totti non è conosciuto solo all’interno del Gra. In qualsiasi parte del mondo,il capitano della Roma è oggetto di ammirazione. Nonostante abbia rinunciato alla fama, al prestigio e ai titoli per sposare a vita una società che porta un nome pesante, ma che a livello calcistico non ha la forza mediatica, l’appeal e la tradizione della Juventus. E le ha giurato fedeltà eterna anche quando nell’estate del 2004 alle porte di Trigoria ha bussato il Real Madrid dei galacticos.

C’è poi il campo e allora lì il divario tra i due addirittura aumenta. Se Del Piero è da sempre il Pinturicchio venuto dopo il Raffaello di Caldogno Roberto Baggio, allora Totti è Tiziano e come tale va annoverato tra i cinque giocatori più forti della storia del calcio italiano. Per differenti motivi:

1) Nessuno ha avuto la sua continuità di rendimento, neppure il Divin Codino. Da 20 anni a questa parte il capitano della Roma delizia le platee e non ha mai sbagliato una stagione. Andatevi a vedere i gol realizzati e le medie dei giornali, parlano più di qualsiasi giudizio soggettivo. Anche lui ha subito gravi infortuni come Del Piero, ma a differenza della juventino è tornato sempre più forte di prima, mentre Alex dopo la rottura dei legamenti e le bordate di Zeman non è stato più lo stesso.

2) Pur non essendo un centravanti puro, Totti con i suoi 230 gol segnati è il secondo marcatore di tutti i tempi in Serie A. Col passare degli anni si è avvicinato alla porta avversaria, ma non è mai stato un bomber di razza, un elemento che dà ancor più valore allo score del giallorosso.

3) Totti è un giocatore completo che si è disimpegnato in qualsiasi ruolo: da esterno a trequartista, passando per prima punta e falso nueve. In campo sa fare tutto: giocare di prima, coprire il pallone con il corpo spalle alla porta, dare profondità con i suoi assist nello spazio. Calcia indifferentemente di destro e di sinistro e può farlo di potenza, di precisione o ad effetto, utilizzando con naturalezza l’interno, l’esterno e il collo del piede. A ciò va aggiunta una tecnica di base sopraffina, una velocità di pensiero straordinaria ed una visione di gioco periferica che gli permette di fare sempre la cosa giusta al momento giusto.

4) Non esiste in circolazione un giocatore che all’età di 37 anni sia decisivo a grandi livelli come Totti. Alex è dovuto espatriare in Australia, mentre Francesco continua ad essere l’anima della Roma in campo e fuori, dispensando lezioni di calcio ogni qual volta scende in campo.

Entrambi hanno marcato un’epoca. L’addio di Del Piero rappresenterà una grande perdita, ma quando Totti appenderà gli scarpini al chiodo sarà una giornata di lutto per il calcio. A quel punto il Capitano avrà un posto di diritto nell’olimpo del pallone e diventerà eterno, proprio come la sua amata città…

Fonte: ilcatenaccio.es - F. Canale

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