Rassegna Stampa

Tranquilli, c’è Keita E la Roma ci crede

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 07-03-2016 - Ore 07:44

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Tranquilli, c’è Keita E la Roma ci crede

GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - Papa Francesco capirà. Da musulmano osservante, Seydou Keita è naturalmente impermeabile al Giubileo della Misericordia partito dall’Oltretevere di Roma. Non esattamente una buona notizia per Pepe e tutto il Real Madrid, perché non è detto che il centrocampista maliano abbia perdonato. Anzi. E così – proprio quando il leader giallorosso ritrova per la volta numero 18 l’avversario contro cui ha giocato più partite ufficiali in tutta la carriera – c’è già il rischio che il Santiago Bernabeu diventi ancora più bollente rispetto a quanto già lo sia per il fatto di ospitare una partita decisiva per la qualificazione ai quarti di finale di Champions League. 

LE RUGGINI La storia è nota. Il 14 agosto 2011, nella gara d’andata della Supercoppa di Spagna fra il Real e il Barcellona, (speriamo) a causa dell’adrenalina da «Clasico», Pepe pensò bene di dare della «scimmia» a Keita, allora in «blaugrana». La prima vendetta del maliano fu rapida: aggiudicarsi il trofeo tre giorni dopo al Camp Nou. La seconda invece, come da migliore tradizione, fu un piatto mangiato freddo, anzi bagnato. Il 30 luglio 2014, infatti, Keita ritrovò Pepe nel corso di un’amichevole estiva giocata a Dallas tra Roma e Real. Ebbene, il centrocampista non solo si rifiutò di stringere la mano a Pepe a centrocampo prima della partita, ma gli tirò anche un po’ d’acqua da una bottiglietta. Ovviamente ne nacque un parapiglia che ricordò al mondo del calcio come il maliano e il portoghese non si amino. 

LEADER Domani i due si ritroveranno faccia a faccia, dopo che entrambi hanno saltato la partita d’andata dell’Olimpico. Nel frattempo, se possibile, Keita ha scalato ancora le gerarchie nella stima di Luciano Spalletti che, un po’ come era successo a Garcia, a dispetto dell’età (36 anni), comincia a considerare il centrocampista quasi indispensabile nel suo scacchiere. Ovviamente, come tutti i suoi ultratrentenni, anche il maliano è da gestire negli impegni ravvicinati però, non fosse altro per il curriculum che può vantare contro i «blancos» – 11 vittorie, 4 pareggi e solo 2 sconfitte –, c’è da credere che domani non mancherà ad un appuntamento in ogni caso decisivo. 

la telefonata D’altronde, dopo aver sfidato il Real con le maglie di Siviglia, Barcellona e Valencia, adesso c’è da provare a onorare al meglio anche quella della Roma, che a fine stagione probabilmente sfilerà per l’ultima volta. Il suo contratto è in scadenza e stavolta, naturalmente solo per ragioni anagrafiche, pare assai difficile che il club giallorosso gli proporrà ulteriori rinnovi dopo quello dello scorso anno. Ancora più difficile, poi, che possa tornare a materializzarsi quello che fu un piccolo sogno della sua carriera, cioè proprio l’approdo al Real. Eppure nel 2008 questo sembrava possibile, visto che Keita – protagonista di una grande stagione al Siviglia – fu raggiunto da una chiamata della «Casa Blanca»: «Vieni da noi», gli dissero. Ma c’era un intoppo. Quale? Uno semplice e se vogliamo nobile: la parola data appena tre giorni prima al Barcellona, anche se il cuore di Keita, si disse, avrebbe preferito virare verso il Real Madrid. Ovviamente, non crediamo che Seydou si sia mai pentito, visto che in «blaugrana» ha vinto ben 14 titoli, tra cui 3 campionati spagnoli, 2 Champions League e 2 Mondiali per club. Abbastanza per non soffrire di nostalgie. 

SCUOLA CATALANA Ecco, della scuola catalana Keita ha portato a Trigoria proprio quel gioco a due tocchi e quell’aggressione alla palla che tanto ha fatto breccia nel cuore di Spalletti. Nessuna meraviglia, quindi, che l’esperto centrocampista stia lentamente prendendo in mano le redini di una mediana in cerca di punti di riferimento. L’impressione, perciò, è che domani Keita servirà anche in quel Santiago Bernabeu che conosce così bene. Ricordando la sua «prima volta» contro il Real Madrid (all’epoca indossava la maglia del Siviglia), dei suoi rivali di domani è rimasto solo Sergio Ramos. Vada come vada, siamo convinti che Keita potrà affrontarlo a testa alta. Difficile che lui deluda. Speriamo possa dirsi altrettanto per la Roma. 

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI

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