Rassegna Stampa

Tranquilli, Lotito il ventriloquo è ancora in sella

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 19-02-2015 - Ore 10:07

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Tranquilli, Lotito il ventriloquo è ancora in sella

Clamorosa svolta di Tavecchio: Lotito sfiduciato. Finalmente la mossa giusta” (Gazzetta dello Sport); “Tavecchio ritira deleghe a Lotito per le riforme. Malagò: Bravo, senso delle istituzioni” (Re - pubblica. it ); “Tavecchio esonera Lotito e rassicura governo e Coni: Avanti con le riforme del calcio, me ne occuperò io” (Corriere della Sera). Con questi titoli abbiamo dato conto, ieri, dell’esito del summit a Palazzo Chigi tra governo (Delrio), Coni (Malagò) e Figc (Tavecchio) dopo la bufera su Lotito, detto Benito per il piglio molto mussoliniano con cui si muove specie da quando è riuscito – col suo cartello – a paracadutare Tavecchio sul trono della Figc. Domanda: siamo proprio sicuri che sia successo quel che i giornali ci raccontano, e cioè che Tavecchio a mo’ di Bruto abbia pugnalato con lucida fermezza Giulio Cesare Lotito? È credibile che Tavecchio, animato dal ventriloquo Lotito, abbia assunto d’incanto voce e volontà proprie compiendo il taglio del cordone ombelicale che lo legava, nutrendolo, al proprio benefattore & tiranno? A noi scappa da ridere. Per ammissione stessa di Lotito, le figure che siedono oggi sulle poltrone che contano nel Palazzo (Tavecchio in Federazione, Beretta in Lega, Macalli in Lega Pro) sono assolute nullità, contenti anche di ricevere insulti, come Beretta dopo gli sproloqui di Lotito. E insomma, Tavecchio che ritira le deleghe a Lotito su invito del Coni per compiacere il governo è –nella realtà dei fatti – una fregnaccia . Fermo restando che Lotito rimane consigliere federale in quota alla Lega che conta (quella di Serie A), perché le probabilità che Palazzi lo squalifichi sono inferiori a quelle che il Parma ha di vincere lo scudetto, ve lo immaginate il n. 1 della Figc, alla prossima riunione, rivolgersi a brutto muso a Lotito – alla presenza di Beretta, Belloli e Ulivieri – e dirgli: stai zitto tu, miserabile guappo, e non farmi perdere tempo che sto lavorando alle riforme tanto care ad Albertini, Andrea Agnelli, agli arbitri e agli allenatori? Ve lo immaginate annunciare a Macalli l’introduzione delle squadre B in Lega Pro facendogli venire il coccolone? Ve lo immaginate dire che a Juve, Inter e Milan, per bacino d’utenza e numero di tifosi, spetta una fetta maggiore di diritti-tv: e che gli spiace molto per le leghe minori, ma i 100 milioni avuti nel 2014-2015 si ridurranno della metà? La verità è che dopo il teatrino di Palazzo Chigi non cambierà proprio nulla. E se prima Tavecchio stava a Lotito come Rockfeller al ventriloquo Moreno, oggi sta a Lotito come i burattini a Mangiafoco: che li manovrava muovendone i fili e nascondendosi nell’ombra. D’altronde, pensare che chi regge il calcio voglia il bene di questo sport, più che il bene della banda cui appartiene, è da folli. “C’è una lotta di potere – ha detto bene Zamparini, che di Lotito è compagno di merende –, quello che c’era prima e che Lotito ha cercato di occupare. Da una parte c’è la Juve, dall’altra c’è Lotito che ne ha occupato la posizione saldamente tenuta per 40 anni”. Insomma, siamo messi così: o Moggi o Lotito.

Fonte: Il Fatto Quotidiano - Paolo Ziliani

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