Rassegna Stampa

Tu sei leggenda

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 28-09-2016 - Ore 18:51

|
Tu sei leggenda

ASROMAMATCHPROGRAM – RICCARDI - Il gol di Francesco Totti con il Torino non è servito alla Roma per evitare la seconda sconfitta in campionato, ma almeno ha permesso al Capitano di aggiornare l’almanacco dei numeri e di concedere alle cronache l’ennesima cifra tonda della carriera. Ovvero, la rete numero 250 in Serie A. Non proprio una consolazione, ma un motivo di vanto in più per sbandierare al mondo la cifra tecnica e numerica di questo campione infinito, che il 27 settembre 2016 ha compiuto 40 anni ed è stato celebrato in ogni angolo del globo terracqueo. Tuttavia, il rigore segnato a Joe Hart ha avuto un altro paio di significati. È stato il gol numero 99 di Totti tra campionato e coppe con Spalletti in panchina. Ad un passo dai cento, il tecnico toscano ha sottolineato questo dato nel video di auguri al simbolo romanista: “La tua maglia è la numero 10, ma per ora siamo fermi a 9,99. Sei stato e sei uno splendido falso nueve. Con me  hai segnato e mi hai fatto gioire per 99 volte. Come voto ti do un 9,9: manca quel pezzettino lì per arrivare insieme al 100%. E al 10 come voto”. 99 o 100 cambia poco. La sostanza è che nessun giallorosso abbia mai segnato così tanto con un solo allenatore in quasi novant’anni di storia. Metteteci in mezzo anche due infortuni gravi subiti dal numero 10 nel febbraio 2006 (caviglia rotta) e nell’aprile 2008 (crociato lesionato), il numero delle realizzazioni sarebbe stato più alto. Tant’è. L’unico che si avvicina alla quota 99, è il “Bomber” Roberto Pruzzo. Lui, con Liedholm alla guida della squadra, segnò 92 gol totali in 196 apparizioni. Al terzo posto della graduatoria risulta Pedro Manfredini, conosciuto anche come “Piedone”. L’attaccante argentino degli Anni 60 realizzò 79 marcature in 107 gettoni con Alfredo Foni. Al quarto posto c’è ancora il talento di Porta Metronia, ma stavolta con Capello: 76 gol in 172 partite. Quinto è Vincenzo Montella, 71 sigilli con Capello in 163 gare.  È, dunque, agli atti: il gioco dell’uomo di Certaldo si sposa perfettamente con le caratteristiche di Totti e Totti è l’interprete perfetto per mettere su campo quell’idea di calcio senza dare punti di riferimento agli avversari. “Siamo allineati per il bene della Roma”, ha detto Totti riferendosi al tecnico e al presidente Pallotta. E poi ha aggiunto: “Il sogno è di segnare un gol in finale di Europa League”. L’alchimia tattica Totti-Spalletti nasce nel 2005 Genova, una sera di dicembre: contro la Sampdoria, Spalletti vara un sistema di gioco innovativo con Francesco unico terminale offensivo supportato alle spalle da Tommasi, Taddei e Perrotta. Centrocampisti di movimento in grado di creare profondità e imprevedibilità. Quel giorno l’infermeria è piena, serve un guizzo di genialità per portare a casa un buon risultato da un campo difficile come quello del Ferraris. La Roma non decolla, vivacchia a metà classifica senza troppe ambizioni. Finisce in pareggio, 1-1, ma con una consapevolezza diversa. “Lucio” con quel modulo riesce a trovare la quadratura del cerchio, inanellando una serie di risultati importanti: undici vittorie consecutive, due quarti di finale di Champions League, due Coppa Italia, una Supercoppa Italiana e Totti diventa Scarpa d’Oro dopo 26 reti nel torneo 2006-2007. C’è poi un altro dato interessante da ricavare da Torino-Roma. Joe Hart, estremo difensore granata, è stato l’ottantacinquesimo portiere diverso battuto da Totti in ventidue anni di campionato. Da quando l’allora diciottenne Francesco mise il suo primo timbro sul massimo torneo il 4 settembre 1994, superando Franco Mancini, numero uno del Foggia. Quel Mancini scomparso per un infarto nel 2012, quando allenava i portieri del Pescara di Zeman. Scorrendo la lista dei vari interpreti del ruolo, andando di cinque posizioni alla volta, il quinto battuto è Sebastiano Rossi nel ’96 in un Roma-Milan 3-0. Totti segna con uno straordinario pallonetto d’esterno da posizione decentrata. Il decimo è il suo amico Gianluigi Buffon, in Parma-Roma 0-2 del 1997. Ne farà tanti altri al portiere che poi diventerà della Juventus per un quindicennio e il più battuto da Totti in assoluto: 11 gol. Il quindicesimo è Fabrizio Ferron in Roma-Sampdoria 2-0 del ’98. Il ventesimo Gianluca Pagliuca, in un rocambolesco Inter-Roma 4-5 del ’99. Il venticinquesimo Antonio Chimenti, Roma-Lecce 3-2 (1999). Il trentesimo Christian Abbiati in Milan-Roma 3-2 nell’anno domini 2000-2001, quello del terzo scudetto. Il trentacinquesimo Luca Castellazzi in un Roma-Reggina 3-0. Il quarantesimo Vincenzo Sicignano, Lecce-Roma 0-3 del 2004. Il quarantacinquesimo Julio Cesar, Inter-Roma 2-3 del 2005, Totti supera il brasiliano con un cucchiaio imprendibile dal limite dell’area. “Forse il miglior gol della mia carriera”, dirà Francesco qualche anno dopo. Il cinquantesimo è Alex Calderoni, Roma-Atalanta 2-1 (2006). Il cinquantacinquesimo è Gennaro Iezzo, Roma-Napoli 4-4 (2007). Il sessantesimo Federico Marchetti, Roma-Cagliari 3-2 (2009). Il sessantacinquesimo è il portoghese Eduardo, superato in un Genoa-Roma 4-3. Qui Ranieri rassegna le dimissioni in seguito alla sconfitta, subita in rimonta (da 0-3 a 4-3). Il settantesimo è Juan Pablo Carrizo, Roma-Catania 2-2 del 2012. Il settantacinquesimo è il brasiliano Rafael, Verona-Roma 1-3 (2014). L’ottantesimo Marco Sportiello, Roma-Atalanta 1-1 (2015). Il numero 85 – è storia recente – l’inglese Hart. Lo stesso che fu trafitto da Totti pure in Champions League, in un Manchester City-Roma 1-1 datato 2014. Il gol dell’eterno campione significa la marcatura più longeva nella maggiore competizione europea: 38 anni e 3 giorni, battendo il precedente primato di Ryan Giggs, 37 anni e 295 giorni. Longevità, la parola chiave per Totti, fuoriclasse senza età e senza tempo. 

Fonte: As Roma Match Program - Riccardi

commentiLascia un commento

Nome:  

Invia commento

chiudi popup Damicom