Rassegna Stampa

TURONE: "Come allora la Roma insegue la Juve e, come allora, può vincere la gara"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 28-12-2013 - Ore 16:46

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TURONE:

Dopo la sosta per le feste natalizie, il campionato riprenderà con il botto. Il prossimo 5 gennaio, infatti, si troveranno di fronte Juventus e Roma, una sfida che ha il sapore degli anni '80, quando le deu squadre dominavano la Serie A. Proprio nel 1981 avvenne il famoso episodio del gol di Turone: la rete del difensore giallorosso venne annullata e ciò consentì alla Juventus di vincere lo scudetto. L'ex calciatore ha concesso un'intervista esclusiva al Corriere dello Sport. Eccone uno stralcio:

Sugli incontri tra le due squadre in quel periodo: «In quel periodo era una partita simile a qualsiasi incontro tra grandi squadre. Noi della Roma vivevamo l’occasione come un derby o come andare ad affrontare il Milan, per esempio». 

Su come sono cambiate le cose«Secondo me è soprattutto cambiata la dimensione della Roma. All’epoca le due squadre venivano da storie troppo diverse. La Juventus era sempre stata una potenza, la Roma era su un piano inferiore. Gli incontri successivi hanno cominciato a caricarsi di storia, la storia di una rivalità appena nata».

Sulla sfida tra Juve e Roma di oggi: «È quello che era nel 1980. Una sfida che vale lo scudetto. Più importante per la Roma che per la Juve. I bianconeri sono una macchina, se vincono se ne vanno. Come allora, la Roma insegue. Come allora, può vincere la partita. Perché ha personalità, gioca veloce, è equilibrata e ha Totti. Quando sta bene, Francesco fa la differenza». 

Su Rudi Garcia: «Non conosco i suoi metodi. Mi piace il modo in cui fa giocare la squadra. Quei movimenti rapidi, quel possesso palla con lo sguardo piantato sull’area avversaria sono in un certo senso innovativi per il calcio italiano. Ma la Roma in cui giocavo io era già all’avanguardia. Parliamo di possesso palla? Noi tenevamo in mano il gioco per un’ora a partita. E’ stato Liedholm il primo a spiegare: se noi abbiamo il pallone, non ce l’ha l’avversario. Il numero uno in assoluto. E poi la mentalità offensiva, la squadra che si apriva a ventaglio quando riconquistava l’inziativa. Anche Eriksson giocava così, anche Garcia e il calcio moderno in generale si rifanno a quelle idee. Liedholm ha inventato tutto più di trent’anni fa. Anche in questo sono stato fortunato. Ho avuto compagni eccezionali e due maestri come allenatori, Liedholm e Rocco».

Sul gol di Turone: «Certo che il gol era valido e trovo persino ridicolo discuterne ancora. Che si vadano a cercare testimonianze del contrario. Nessuno di noi ebbe il minimo dubbio in quel momento. Io arrivavo da dietro, non potevo essere in fuorigioco. Quando l’arbitro annullò pensammo che a essere in posizione irregolare fosse Pruzzo, che mi aveva appoggiato di testa il pallone».

 

Fonte: Corriere dello Sport

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