Rassegna Stampa

Tutte le risposte sul caso Infront un affare da tre miliardi che tiene in piedi la serie A

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 17-01-2016 - Ore 08:03

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Tutte le risposte sul caso Infront un affare da tre miliardi che tiene in piedi la serie A

LA REPUBBLICA - MENSURATI/RANDACIO –  PER QUALE MOTIVO L’ASTA PER LA CESSIONE DEI DIRITTI TV È COSÌ IM-PORTANTE?

Gli introiti del calcio italiano di Serie A provengono per quasi il 50 per cento dalla vendita dei diritti televisivi. Il restante 50 per cento è composto principalmente dalle plusvalenze sui calciatgori e da altri ricavi pubblicitari. In altri termini, senza i diritti tv, quasi tutte le società di serie A crollerebbero. Ma il calcio come business è decisivo anche per gli operatori tv. Durante le trattative per l’assegnazione dei diritti per il triennio 2015-2018, in molti sostenevano che se Rti Mediaset Premium fosse rimasta senza Serie A, avrebbe dovuto portare i libri in tribunale. Motivo per cui la Lega Calcio (sostenuta in questo dall’advisor Infront) non vedeva con favore l’assegnazione di tutti i pacchetti a Sky, che sarebbe rimasto l’unico operatore sul mercato, titolare per questo di un eccessivo potere contrattuale.

DI QUANTI SOLDI PARLIAMO?

Il risultato dell’ultima asta quella nel mirino dell’antitrust e della procura di Milano - garantisce alle casse della Lega (e quindi dei club di serie A), 981milioni per il 2015-16, 1.006 milioni per il 2016-17, 1.033 milioni per il 2017-18.

CHE RUOLO HA AVUTO INFRONT IN QUESTA STORIA? PERCHÉ È FINITA AL CENTRO DELLE POLEMICHE?

Infront Italia è una società del gruppo cinese Wanda, ed è l’advisor della Lega Calcio. Ma il suo ruolo è andato ben oltre quello del classico consulente esterno, finendo per sostituirsi, attraverso il controllo dei diritti tv, al sistema di governance della Lega.

Oltre a questo “eccesso di ruolo”, i detrattori contestano anche una eccessiva vicinanza dell’azienda a Mediaset. Il presidente di Infront, Marco Bogarelli ha un passato in Fininvest, è amico di Adriano Galliani ed è considerato molto vicino a Silvio Berlusconi.

COSA RISCHIANO LE SOCIETÀ OG-GETTO DELL’ISTRUTTORIA?

L’Antitrust calcola la sanzione prendendo a riferimento “il valore realizzato dall’impresa nella commercializzazione dei diritti televisivi calcistici nell’anno 2014 (...) La proporzione deve essere fissata a un livello che può raggiungere il 30 per cento del valore”. Per quanto riguarda la sola Lega, è stato calcolato che la sanzione potrà oscillare tra un minimo di 2 milioni di euro a un massimo di 36 milioni. Numeri destinati a crescere di molto nel caso dei due operatori che si troverebbero, specialmente Mediaset, in grave difficoltà in caso di condanna.

QUALI SONO LE TESI DELLE DIFESE?

Il prossimo 16 febbraio, durante l’audizione generale (il “processo” dell’Antitrust si chiama così) Infront sosterrà che l’accordo raggiunto tra Sky e Mediaset fosse il migliore possibile, per tutti, sia in termini economici sia di mercato. La Lega Calcio, così come Mediaset e Sky, si fa forte di aver chiesto, a ogni passaggio, il parere delle autorità competenti, compresa quella dell’Antitrust; e di averlo rispettato. In particolare, Sky sostiene di essere stata costretta a trattare con Mediaset, pur avendo regolarmente vinto l’asta, per via del comportamento dell’asse che questa aveva di fatto costituito con la Lega e Infront.

Fonte: LA REPUBBLICA - MENSURATI/RANDACIO

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