Rassegna Stampa

Tutti in ritiro a Trigoria compresi i dirigenti

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 20-04-2015 - Ore 09:00

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Tutti in ritiro a Trigoria compresi i dirigenti

La classifica è l’unico elemento che tiene ancora in piedi e rende credibile, da qui alla fine del campionato,un testa a testa tra Lazio e Roma per il 2˚ posto. Il calcio insegna che nulla va dato mai per scontato,mala logica, alla luce del trend e delle prestazioni, indica come, al momento, nonostante i punti in graduatoria siano gli stessi, tra le rivali ci sia un’evidente differenza. La Lazio, seppur sconfitta dalla Juventus, è squadra viva, unita, con un’idea precisa di calcio e un gruppo di calciatori motivati e sostenuti da un’ottima condizione. La Roma, fermata anche dall’Atalanta, è squadra spenta, svuotata nelle gambe e nell’anima, che si trascina in campo senza convinzione e fiducia. A tutto questo va aggiunto e non trascurato il prepotente ritorno del Napoli capace, in tre gare, tra campionato ed Europa League, di realizzare ben dieci gol e portarsi a cinque punti dalle romane.

Quanto accaduto alla squadra di Benitez pone un quesito o, quantomeno, alimenta un dubbio: il vecchio e per molti superato ”ritiro” funziona?A vedere i risultati ottenuti da De Laurentiis si direbbe di si e, vista la situazione, potrebbe servire anche alla Roma, più dell’annullamento di un giorno di riposo. Al ritiro dovrebbero parteciparvi tutti, calciatori, staff tecnico e dirigenti.Non farebbe male guardarsi in faccia per alcuni giorni e chiarirsi le idee. Sarebbe anche unmodo per ripararsi da quel difficile ambiente romano di cui tanto si parla quando le cose vanno male. Magari verrà fuori che la colpa del lungo momento negativo è comunque solo dei fischi e della contestazione dei tifosi o delle critiche ingiuste dei giornalisti, però stare insieme potrebbe comunque aiutare a ritrovarsi e andare tutti uniti dalla stessa parte. I temi su cui interrogarsi non mancano: acquisti sbagliati, troppi proclami e infortuni, squadra che corre la metà degli altri, gioco sparito e nessun accorgimento/cambiamento adeguato, calciatori senza personalità, incapacità di trovare stimoli e agonismo anche quando c’è da riconquistare il 2˚ posto.

Fonte: Il Messaggero/M.Caputi

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