Rassegna Stampa

Tutto Nainggolan dopo capodanno

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 22-12-2014 - Ore 17:37

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Tutto Nainggolan dopo capodanno

Quando arrivò, un anno fa, prese il numero 44 e lo motivò così: «Per meritarmi la Roma dovrò dare il doppio di me stesso». Quest’anno un 4 lo ha tolto, è tornato al “suo” numero, quello preferito, ma se uno dovesse misurare l’Imperatore Radja da quello che dà in campo allora il suo numero potrebbe essere da tre o quattro volte 4. Giocatore universale, capace di mettere tra le zolle malmesse di Genova, il ghiaccio di Mosca e lo stadio di casa, l’Olimpico, la stessa intensità, lo stesso ardore, lo stesso agonismo, la stessa rabbia, lo stesso cuore. Non si fa a fatica a dire che sia lui il giocatore universale di Rudi Garcia in questi primi 4 mesi di stagione: nessuno è stato convocato sempre in campionato giocando tutte le partite (16 su 16) e mettendo insieme i minuti (1.219) che solo il portiere De Sanctis (1.260) ha superato in 15 gare. A livello personale ha già segnato 3 gol, il suo massimo stagionale: dà l’idea di essere cresciuto su questo fronte decisivo per completare la sua evoluzione. Nelle statistiche il nome del centrocampista belga è sempre tra i primi sette del campionato per numero di palloni giocati, di passaggi riusciti, di conclusioni tentate e di triangolazioni (queste ultime due specificità riferite solo al ruolo dei centrocampisti, le altre in assoluto). Insomma, sempre nel vivo del gioco. Uno così viene solo da pensare come se ne possa essere privato il Belgio al Mondiale. Se l’estate fosse la prossima non ci sarebbero stati dubbi, visto che la dimensione internazionale di Nainggolan, in questi ultimi 5 mesi di Roma è molto cresciuta.

FUTURO - In questo quadro si innesta lo scenario sul futuro di Nainggolan. Un futuro che nei prossimi giorni andrà definito nei dettagli. C’è una seconda metà con il Cagliari da trattare, c’è la vicenda Astori che apparentemente è altro dal centrocampista belga ma nella pratica altro potrebbe non essere e non è. Almeno per definire un contorno dentro cui agire: Roma e Cagliari sono società amiche, si sono trovate su Nainggolan prima (9 milioni la metà) e su Astori poi. L’operazione che ha portato il difensore da Garcia è stata particolare: il calciatore ha rinnovato (ed era in scadenza), la Roma lo ha preso con una formula prestito e riscatto che in qualche modo è già scritta, 2 milioni e altri 5 per scrivere la parola fine. Un bel gruzzolo per un calciatore che si sarebbe potuto prendere da libero, un gesto di attenzione. Ecco, forse in questa operazione c’era un gentleman agreement anche in chiave Nainggolan. 

Fonte: Corriere dello Sport- Fabio Massimo Splendore

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