Rassegna Stampa

Ultima chance per la Roma E attenti al lupo (la Juve)

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 08-12-2015 - Ore 07:53

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Ultima chance per la Roma E attenti al lupo (la Juve)

GAZZETTA DELLO SPORT - VERNAZZA - In fila per cinque, col resto di uno (il Sassuolo). Così sono allineate le pretendenti allo scudetto. Inter, Fiorentina, Napoli, Roma e Juve sono racchiuse in sei punti, il soffio di due vittorie, tra quota 33 e quota 27. La splendida creatura di Di Francesco sta un gradino sotto, a 26, e da sesta incomoda romperà le scatole a tutti. La settimana appena cominciata non sarà decisiva perché a Natale nulla può essere definitivo, ma dirà qualcosa di determinante sulla Roma. Quattro delle cinque di cui sopra dovranno dividersi tra euro-coppe, dove sono attesi verdetti, e campionato. Una soltanto, guarda caso l’Inter euro-esclusa, potrà preparare con calma il prossimo impegno di Serie A. Domenica un mini-playoff: la Fiorentina seconda contro la Juve quinta e il Napoli terzo contro la Roma quarta. Sabato l’Inter a Udine, per «strappare» ancora. Tra sette giorni il panorama sarà più chiaro. 
L’EQUILIBRIO DELL’INTER Diciotto gol segnati, nove subiti: il primato interista si regge sull’equilibrio della fase difensiva. L’Inter ha vinto otto volte per 1-0, tanto che bisognerà ridefinire la vecchia teoria – elaborata da Annibale Frossi e celebrata da Gianni Brera – sullo 0-0 come risultato perfetto. Nell’era dei tre punti la perfezione è propria dell’1-0. Mancini si ritrova nella stessa condizione di Conte al suo primo anno sulla panchina della Juve: non deve affrontare le coppe europee, può allenare il gruppo senza interruzioni e senza dispersioni di energie. L’Inter è decima nella classifica dei gol segnati, alla pari con l’Atalanta, preceduta da Torino e Samp (21 reti), e Chievo (20). Nessuno però ha subito meno gol. La Juventus vincitrice degli ultimi tre scudetti ha avuto per due volte il miglior attacco e sempre la miglior difesa. Chi prende meno gol di solito vince. 
GLI 11 DEL NAPOLI Sarri fa giocare sempre gli stessi undici e questo alla lunga può diventare un grosso guaio. Dubitiamo che i titolarissimi vadano al massimo fino a maggio. Per capirci: nel Napoli, se esce Allan, entra David Lopez e il «pil» (prodotto interno lordo) ne risente. Nello specifico di questa settimana il problema non si pone, il Napoli è già qualificato come primo nel suo girone di Europa League e giovedì al San Paolo contro il Legia largo ai «riservisti», coi titolari preservati per la Roma domenica 13. Sarri sprigiona in attacco la forza del suo gioco: Higuain è capocannoniere con 14 gol, il Pipita e Insigne sono i giocatori che nell’attuale Serie A più hanno tirato nello specchio, 32 volte il primo e 21 il secondo. Il Napoli in assoluto è la squadra che ha concluso di più (260 volte). Sarri segue una filosofia agli antipodi dell’Inter, però urgono ricambi per tenere il passo. Chi troppo corre prima o poi scoppia. 
FIORENTINA CRUCIALE Giovedì col Belenenses basterà un pari per qualificarsi ai sedicesimi di Europa League: missione possibile, anzi obbligata. Il vero (s)nodo domenica sera allo Stadium, la Fiorentina come argine alla risalita della Juve. Viola cruciali per capire se la Juventus è rientrata sul serio in corsa. Partita intrigante, a «matrioska», con tante micro-sfide incorporate. La bellezza del possesso palla viola contro la ritrovata ferocia juventina. La Fiorentina divide con la Roma il primato dei gol segnati (30), ma di reti ne ha subite appena dodici, ed è la miglior dimostrazione pratica del vecchio postulato di Liedholm, uno dei tanti: «Se il pallone ce l’abbiamo noi, gli avversari non possono segnare». Il possesso palla di Paulo Sousa serve a aumentare il fatturato offensivo e a minimizzare i danni davanti al proprio portiere. 
ROMA ALLA RESA DEI CONTI I cinque giorni della verità. Domani col Bate Borisov per andare avanti in Champions League, domenica col Napoli per non scendere dal treno scudetto. La Roma rappresenta l’eccezione che conferma la regola sul Natale come tappa intermedia della stagione: sui giallorossi, prima delle feste, avremo dei verdetti semi-definitivi. L’eliminazione dalla CL e una batosta al San Paolo trasformerebbero la Roma in un cavallo scosso, senza fantino. In queste ore la società difende Garcia perché altro non può fare, ma si respira l’aria delle «decisioni irrevocabili». Altri scivoloni non saranno ammessi. 
OCCHIO ALLA BARZA-JUVE Allegri ha riposizionato la squadra sulla vecchia architettura «contiana» – sistema 3-5-2 con Barzagli «tutor» di Bonucci e Chiellini – e la Juve è ritornata a girare da Juve. Non è un’impressione, ma un dato suffragato dalle cifre. Esistono due Juventus, una con Barzagli e una senza. Senza Barzagli sono maturate due delle quattro sconfitte, quelle con Roma e Napoli: il 50 per cento, non poco. Con Barzagli nell’economia di una difesa puramente a tre, la squadra ha ritrovato antiche certezze, e pazienza se il 3-5-2 non è il più europeo degli assetti. La centralità di Barzagli è punto di forza e limite allo stesso tempo, perché parliamo di un difensore 34enne, usurato da mille battaglie e a costante rischio stop, ma allo stato questa è la fotografia. Stasera a Siviglia, con «Barzaglione» al solito posto, la Juve difende il primato nel girone di Champions, fondamentale per evitare Barcellona e Bayern negli ottavi. Domenica sera contro la Fiorentina si giocherà una bella fetta di scudetto. Se vincerà, il campionato non sarà più lo stesso, anche perché la Juve ha un vantaggio sulla concorrenza: migliore attitudine e abitudine alle vertigini d’alta classifica. 

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - VERNAZZA

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