Rassegna Stampa

Ultimo appello del Coni: "Il dossier olimpico può essere cambiato"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 14-09-2016 - Ore 07:02

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Ultimo appello del Coni:

LA REPUBBLICA - FAVALE - «Vedo nella città — ha spiegato ieri Alessandro Di Battista — che nessun romano vuole le Olimpiadi. Poi decide Raggi: se vuole il referendum faccia pure. Ma bisogna essere duri, molti attacchi sono venuti da palazzinari, proprietari anche di giornali, che hanno tutto interesse a che si facciano le Olimpiadi che, invece, potrebbero rappresentare il fallimento della città». Di tutt’altro parere Malagò e Montezemolo che ieri hanno convocato una conferenza stampa nello spiazzo antistante allo stadio Flaminio, una delle strutture sportive cittadine che avrebbe bisogno di maggiori interventi di recupero. «Ma — hanno sottolineato il presidente del Coni e quello del comitato promotore Roma 2024 — senza i soldi delle Olimpiadi dovrà essere il Comune a farsi carico delle spese di ristrutturazione». Così come di quelle per la chiusura dell’anello ferroviario o delle altre infrastrutture «indispensabili». Ora, hanno fatto capire i vertici dello sport italiano, spetta alla Raggi dire no a 1 miliardo e 700 milioni di investimenti che arriverebbero a Roma dal Cio in caso di assegnazione dei Giochi. Intanto, però, nella conferenza stampa in cui è stato presentato un lavoro di mappatura degli impianti sportivi a Roma (2.221 presenti in tutta la capitale, con agibilità e criticità), Malagò ha ribadito come sia ancora in attesa di una convocazione da parte del Campidoglio, per discutere «nel merito » il dossier olimpico. «Il 19 rientra da Rio Luca Pancalli — ha spiegato — perché qui si corre per Olimpiadi e Paraolimpiadi. Dal 20 siamo pronti a incontrare il Comune». In quell’occasione, Malagò vorrebbe scendere nei dettagli di un progetto consegnato da tempo alla Raggi e sul quale, finora, non ci sono stati rilievi ufficiali. «Da parte nostra — ha aggiunto — c’è totale disponibilità a discutere il dossier, fino a quando a febbraio non verrà la commissione valutazione del Cio. Se il Comune fino a febbraio chiede modifiche il prossimo incontro servirà per confermare questa disponibilità». Alternative non ce ne sono. Se, insomma, il 7 ottobre (data entro cui l’Italia dovrà inviare a Losanna il secondo step del progetto) il Cio non riceverà una lettera firmata anche dalla sindaca, la corsa olimpica del Campidoglio si interromperà. «In realtà — afferma ancora Malagò — sarebbe possibile nominare un commissario ad hoc ma non lo riteniamo giusto, perché rispettiamo tutte le istituzioni». Meglio, allora, provare a convincere la Raggi ribadendo, ancora una volta, la massima apertura alle modifiche del dossier. A partire da quel contestato Villaggio Olimpico previsto a Tor Vergata: «Se il Comune non intende metterlo lì siamo disponibili a cambiarlo». E Malagò chiarisce anche un altro punto: «A Tor Vergata la concessione che ha il consorzio di imprese, di cui la capofila è la Vianini (società appartenente al gruppo Caltagirone, ndr), vale solo se si realizzano opere asservite all’Università. Se si costruisce un Villaggio olimpico non c’è alcuna concessione: dirlo è una falsità e un alibi». Inoltre, secondo Montezemolo, «il dossier non è il Vangelo, è la conditio sine qua non per la candidatura. Si può modificare a condizione che sia in linea con le richieste del Cio e con l’Agenda 2020». Il presidente del comitato promotore lascia intendere di essere pronto a lasciare l’incarico se e quando ci sarà l’assegnazione: «Noi siamo un soggetto diverso dal comitato organizzatore. Lì, nel caso, sarà il Comune a prendere le decisioni». Tra un anno esatto, a Lima, l’assegnazione dei Giochi. In Campidoglio, intanto, sono convinti che basterà non firmare la lettera al Cio per ritirare la candidatura. Il Coni, invece, pensa sia necessaria una delibera da votare in Aula. Sullo sfondo, anche la possibile causa da 20 milioni di euro che il Comitato olimpico potrebbe chiedere al Campidoglio per «danno erariale» in caso di no ai Giochi.

Fonte: La Repubblica - Favale

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