Rassegna Stampa

Un bacione a Firenze. Ljajic sfida un passato che lo tenta ancora

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 17-04-2014 - Ore 08:16

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Un bacione a Firenze. Ljajic sfida un passato che lo tenta ancora

L’ultima volta che è stato al Franchi era il 26 agosto scorso. In tribuna, a vedere quelli che due giorni dopo sarebbero diventati i suoi ex compagni battere il Catania, nella prima giornata di campionato. Sabato sera Adem Ljajic tornerà, per la prima volta da avversario, nel posto che per tre anni ha chiamato casa e che lo ha accolto quando, ancora diciottenne, è arrivato alla Fiorentina dal Partizan Belgrado.

A Firenze il calciatore serbo ha trascorso una parte importante della sua ancora giovane carriera, lasciando negli occhi dei tifosi viola le giocate di un potenziale grande campione, ma anche la discontinuità che non gli ha ancora permesso di fare il salto di qualità definitivo. Negli ultimi giorni si è parlato addirittura di un ritorno di fiamma da parte del club di Della Valle nei suoi confronti, proprio ora che sembra aver trovato la giusta sintonia con Rudi Garcia, che lo ha definito «diamante grezzo» e paragonato ad Eden Hazard. Tornato titolare contro l’Atalanta, Ljajic ha risposto con un gol e un assist per Gervinho, ma soprattutto sembra essersi liberato psicologicamente dal peso di dover sempre dimostrare qualcosa a tecnico e pubblico. Il giocatore visto sabato scorso all’Olimpico, può essere una freccia in più nell’arco del tecnico francese, che ancora crede alla disperata rincorsa scudetto nei confronti della Juventus.

Lo ha ribadito in due interviste, rilasciate a Sky e ad Huffington Post. «Finché c’è vita – le sue parole – c’è speranza. Più passano le giornate e più diventa difficile, ma forse le cose arrivano quando meno te le aspetti. Sembra che non possa succedere, ma forse proprio ora può succedere. Il nostro campionato è da record, anche quello della Juventus: rimangono ancora 15 punti da prendere, faremo i conti alla fine». La Roma sta da tempo lavorando al rinnovo del suo contratto che scade nel 2015. «Con i dirigenti parleremo a fine stagione, io sto bene a Roma e spero di vincere titoli in questa città, ma quando lavoro in un club lo faccio come se fosse l’ultimo anno. Non dipende solo dall’allenatore, c’è un presidente e ci sono i risultati. Forse verrà un giorno in cui, non per mia decisione, dovrò andarmene. Infatti, all’ingresso di casa tengo la valigia pronta ». Coi dirigenti, a fine stagione, parlerà anche di mercato e di come rafforzare la squadra. «Il mio desiderio è mantenere la rosa attuale e rinforzarla con nuovi acquisti, poi però c’è il piano economico. Speriamo di raggiungere questo secondo posto, se faremo la Champions io voglio almeno passare il girone: non possiamo ancora lottare con le grandi europee, ma questo sarà il nostro obiettivo».

A Roma il tecnico francese ha «rischiato» di trovare Gigi Buffon, che ha svelato un retroscena di mercato. «Dopo i due settimi posti – le parole del portiere della Nazionale – visto il rapporto un pochino incrinato con la società e il fatto che i tifosi pensavano che dopo l’infortunio non sarei stato più lo stesso, avevo pensato di cambiare aria. Poi alcuni fattori, tra cui l’arrivo di Conte, mi hanno convinto a restare. Come faccio ad essere pentito di non essere andato alla Roma dopo che ho visto come è proseguita la storia con la Juve?».

Fonte: CORSERA - PIACENTINI

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