Rassegna Stampa

Un commissario per le riforme del calcio

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 26-06-2015 - Ore 06:19

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Un commissario per le riforme del calcio

LA REPUBBLICA – DI BARTOLOMEI -  Ecco perchè una volta constatata l’impossibilità della Figc a procedere su questa strada a causa dei tanti, troppi, veti incrociati, sarebbe opportuno di intesa col Coni la nomina di un commissario ad acta che affiancando il presidente federale consenta quell’accelerazione necessaria a sorpassare gli scandali, impedirne la ripetizione, e riportare il calcio ad essere all’altezza dei milioni di italiani che lo amano - Gentile direttore, quando ero bambino gli scandali nel mondo del calcio erano più o meno temporalmente circoscritti all’arrivo della stagione estiva. Quest’anno invece bisogna ammettere che il calcio ha fatto un salto in avanti e ha saputo stupirci ancora una volta, garantendoci un allungamento della stagione scandalistica. Da Opti Pobà al fallimento del Parma, dal calcioscommesse della Lega Pro all’affaire Lotito passando per il libro di Tavecchio fino agli arresti in Serie B non ci siamo fatti mancare nulla.E il quadro appare ancora più desolante se a tutto questo aggiungiamo le decine di mirabolanti dichiarazioni susseguitesi in tema di riforme (addirittura definite epocali) che poi si sono arenate per questo o quell’interesse di parte.

Se riavvolgessimo la storia calcistica dal 2006 – l’anno della Coppa del Mondo certo ma soprattutto l’anno di Calciopoli – ad oggi non potremmo non constatare come, contro il nostro sport nazionale, siano stati ripetutamente inferti dei colpi quasi mortali. E il risultato è sotto gli occhi di tutti: disaffezione verso questo sport, diminuzione dei tifosi, stadi che non sono mai diventati vere infrastrutture di intrattenimento sportivo, perdita di competitività economica a livello europeo e mancanza di credibilità della classe dirigente calcistica.

I tifosi quelli veri, quelli che amano il pallone e che ne sono i primi finanziatori, non meritano tutto questo. Molte volte si è detto che la politica avrebbe dovuto fare la sua la sua parte e sicuramente c’è molto di vero. Il calcio e lo sport hanno bisogno di un nuovo quadro normativo di riferimento che nasca da una discussione ampia ed articolata insieme con tutti gli attori del settore: atleti, manager, società sportive, sponsor, network giornalistici e radiotelevisivi. Ed in questo senso come Partito Democratico abbiamo agito e stiamo agendo con diverse proposte di legge già al vaglio delle commissioni competenti. Allo stesso tempo però occorre che lo Sport sappia almeno reagire in tempo avviando nel calcio quelle riforme che da tempo tutti abbiamo individuato come necessarie: parlo dei requisiti di onorabilità, dei controlli fiscali e delle riforme dei campionati.

 

 

Fonte: LA REPUBBLICA – DI BARTOLOMEI

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