Rassegna Stampa

Un divario enorme. Noi terzo mondo del calcio europeo

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 06-11-2014 - Ore 10:58

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Un divario enorme. Noi terzo mondo del calcio europeo

Non c’è stato nessun recupero della Roma, né sul risultato né sul gioco. C’è stata solo una maggior calma del Bayern, sempre sicuro di portare via la partita, sempre a suo agio. Non ha cercato il gol, l’ha ottenuto per evidente superiorità e giocando quasi sempre anche un po’ sotto ritmo. In sostanza, una serata imbarazzante come l’andata, Roma mai in partita. È apparsa perfino più netta la distanza tra le squadre. La notte del 7-1 la Roma costruì qualcosa, a Monaco è stata sempre a guardare. È stato sbagliato scegliere Iturbe, inadatto a queste partite.

È stato inutile scegliere Destro: a un centravanti i palloni devi poi portarli, la Roma questo non poteva farlo. È stato sbagliato accoppiare Keita a De Rossi, troppi ragionamenti e poca corsa, mentre gli altri avevano Alaba, Lahm, Ribery, Rafinha, Goetze. Ma non esiste un ragionamento che tenga, il divario tra Bayern e Roma è troppo grande.

 

Si pensava di vedere una risposta nervosa, non c’è stata nemmeno quella, solo sudditanza. Così su 8 partite le 2 italiane ne hanno perse 4, dieci punti in totale, 1,25 di media a partita, cioè un dodicesimo posto nella classifica italiana. Per fortuna non siamo i soli ad aver problemi, gli inglesi ne hanno anche più di noi, i greci, i turchi, i russi vanno perfino peggio. Siamo entrati nel terzo mondo europeo con una spontaneità sorprendente. L’errore del calcio italiano è talmente vasto e comune da essere come Dio, in ogni luogo. Il calcio non è tanto logico. Eppure è come se la nostra inferiorità fosse diventata una scienza.

Fonte: corsera (M. Sconcerti)

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