Rassegna Stampa

Un gol per entrare nel mito

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 07-11-2015 - Ore 08:55

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Un gol per entrare nel mito

GAZZETTA DELLO SPORT – CALABRESI - Il derby del 23 ottobre 1966 lo decise Fabio Enzo: uno che, parole sue, «ogni volta che c’era la sosta partivo per New York» e che una volta si prese 200mila lire di multa per aver tirato un rigore di tacco. Enzo, veneziano, quel giorno segnò il primo gol in Serie A: dopo 16 minuti era già nella storia. Perché un gol nel derby ti regala l’immortalità, anche se dopo quasi 50 anni in pochi si ricordano di te. Segnando la rete decisiva nei minuti finali, la speranza che – pronunciando il tuo nome – al tifoso scorra un brivido aumenta: 18 marzo 1979, il giorno di Aldo Nicoli, bolognese laziale. La corsa sotto la Nord, la Lazio che vince 2-1. Stesso risultato del derby dell’anno dopo, ma stavolta ride la Roma: l’uomo del 2 marzo 1980 (il primo derby dopo la tragedia di Paparelli) è Paolo Giovannelli, che con la maglia giallorossa in Serie A non segnerà più. Non segnò più con la Roma neanche Sergio Ferrari (Coppa Italia del 1968), ma basta e avanza. 
NON SOLO METEORE Altri esempi più recenti: Giovanni Piacentini, modenese, un destro al volo da fuori area sotto la Sud, che non servì alla Roma per vincere il derby del 24 ottobre 1993, perché pareggiò Fabrizio Di Mauro, che due anni prima nella Roma ci giocava. O Lucas Castroman, anche lui di destro, anche lui sotto la sua curva, la Nord: il 29 aprile del 2001, con l’ultimo tiro utile, rallentò la corsa allo scudetto della Roma. Lo avrebbe conquistato comunque ma no, io non te lo faccio vincere facilmente. Una meteora l’argentino, non Guerino Gottardi, che con la Lazio segnò poco, ma nei giorni giusti. Come il 21 gennaio 1998, l’ultimo dei quattro derby vinti dalla Lazio nella stagione perfetta. 
IDOLI RECENTI Si arriva poi al terzo millennio: a Julio Baptista, Marco Cassetti, Fabio Simplicio da una parte, il già citato Castroman, Valon Behrami e Massimo Mutarelli (che chiuse un 3-0 del 2006) dall’altra, fino ai giorni nostri. A Senad Lulic, Federico Balzaretti e Mapou Yanga-Mbiwa, che ieri al match program della Roma ha svelato che vedrà la partita «perché la Roma gioca alle 3 e noi (il Lione, ndr) la sera». 
PROTAGONISTI SBAGLIATI Nel derby si può essere eroi per un giorno, ma anche martiri. Paolo Negro non saprà chi è Maximiliano Faotto, ma si consolerà: non è l’unico nella storia del derby ad aver dato la vittoria ai rivali con un autogol. L’uruguaiano, nel 1942 fu il primo nella storia, Negro (2000) è stato l’ultimo. Se mai ce ne sarà un altro, sappia già da ora che passerà molto più di un brutto quarto d’ora.

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT – CALABRESI

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