Rassegna Stampa

Un mercoledì da leoni

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 29-10-2014 - Ore 10:33

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Un mercoledì da leoni

Un turno feriale, in assenza di significativi scontri diretti per i vertici, regala spunti interessanti e spesso divertenti. La Roma si assicura un tocco di grazia femminile e un Pallone d’Oro, il mito del soccer Mariel Margaret Hamm, che entra a far parte dello staff giallorosso. Garcia ha esaminato al meglio, senza farsi tentare da isterismi che non gli appartengono, il non facile momento romanista, quattro partite su cinque senza vittorie. Personalmente, ritengo troppo severi i giudizi dopo la trasferta di Genova: senza il palo maligno e il miracolo finale di Romero, la Roma avrebbe vinto sul campo della terza in classifica,obbligando la Samp alla prima sconfitta del campionato.

Il rientro a casa è in apparenza morbido, il Cesena non è rivale di primo rango, sperabile che l’arbitro non si lasci suggestionare dalle lamentazioni di Bisoli e Lugaresi per i presunti torti sofferti contro l’Inter. Il patron ha definito Mazzoleni «un poveretto», accusandolo anche di «avere la puzza sotto il naso», non proprio una lezione di coerenza. In questi ultimi due giorni, largo spazio alla dialettica. La Federcalcio si è affidata a Beretta per contestare al Coni i tagli del blancio, il risultato non poteva essere diverso. Lotito ha definito la decisione di Malagò «irrazionale», come se fosse stato razionale imporre al comando della federazione il razzistello Tavecchio.

Il quale, dal canto suo, ha accettato il confronto con la Fisc, un’organizzazione che vuole difendete i diritti dei supporters. Non si capisce bene perché i tifosi debbano avere un sindacato, non risulta che il loro sia un mestiere. Stavolta Tavecchio glielo ha fatto comprendere, designando come interlocutore Fiona May, non il personaggio più adatto a rappresentare la presidenza e le sue propensioni.

 

Per tornare al calcio giocato, e premesso chela Roma ha le carte in regola per non perdere ulteriore terreno, qualche insidia la deve affrontare la Juventus, che celebra la cinquecentesima maglia bianconera per Gianluigi Buffon, che i colleghi del passato giudicano il numero uno di tutti i tempi nel suo ruolo. LaMarassi genoana non promette rose e fiori, ma Gasperini spesso vede i suoi esprimersi al meglio quando sono lontani da un tifo forse troppo esigente negli obiettivi e sgradevole negli atteggiamenti. Silvio Berlusconi ha dettato la formazione a Pippo Inzaghi, imponendo Torres al centro della prima linea, ma trova nei panni del guastafeste Znedek Zeman, reduce dal rotondo quattro a zero sul campo dell’Empoli, gli stessi gol aveva già rifilato a San Siro all’Inter. Purtroppo, al Sant’Elia il Cagliari non ha lo stesso alto rendimento delle trasferte, quando al suo micidiale contropiede vengono accordate invidiabili praterie da sfruttare.

Tirando le somme, la Juventus dovrebbe difendere il suo primato e concedere occasioni di esultanza ai suoi valletti. Tra i quali la «rosea» è in prima linea, lunedì mattina ha ignorato per dodici pagine il fuorigioco sul secondo gol, poi nel riquadro destinato alla moviola ha titolato «Dubbi sulla rete di Llorente». Ma quali dubbi? Salvo la terna arbitrale, l’irregolarità l’aveva vista tutto il mondo. In attesa che la Lazio chiuda domani sera il turno, sfide attraenti tra Fiorentina e Udinese e tra Inter e Samp. Ma già si guarda a sabato prossimo e all’elevato rischio della trasferta della Roma a Napoli, stavolta le spranghe se le portano da casa, i tifosi azzurri che a Berna avevano sfasciato il pullman della loro squadra dopo la sconfitta in Europa League con gli Young Boys. Non risultano provvedimenti da parte della giustizia sportiva, però non si può discutere il divieto di trasferta per la tifoseria romanista. La squadra ha addirittura scelto l’aereo, e un ritiro segreto, per raggiungere venerdì il capoluogo campano.

Fonte: il tempo (G. Giubilo)

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