Rassegna Stampa

Un tocco di classe per conquistare il cuore dei tifosi

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 22-01-2014 - Ore 07:55

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Un tocco di classe per conquistare il cuore dei tifosi

Ogni giorno in Africa una gazzella si sveglia e pensa che vorrebbe essere veloce come Gervinho. Quel giorno, ieri, ha firmato l’apoteosi di un giocatore prima dimenticato dall’Arsenal, poi ripescato dalla Roma, adesso definitivamente nei cuori dei tifosi giallorossi. Ieri la gazzella nera, nonostante avesse sprintato già mille volte, dopo 79’ di gioco aveva ancora così tanta voglia di correre che si è andato a prendere la gloria che voleva, cercava, desiderava con tutto il cuore da un bel po’. Mettendoci però anche dell’altro, quel tocco che vale un pezzo di bravura tecnica unico, di certo un gesto che non appartiene al suo Dna. «Fosse anche tecnicamente un fenomeno, varrebbe Cristiano Ronaldo», è il pensiero che gira da un po’ a Roma. Gervinho ovviamente non è CR7, ma ieri per un po’ lo è sembrato, almeno per chi ha a cuore i colori giallorossi.

  GAZZELLA DEL GOL Garcia, del resto, su di lui è stato sempre chiaro, fin dai tempi in cui ha chiesto a gran voce il suo acquisto, nonostante a Trigoria fossero perplessi. «Lo vedrete sbagliare anche spesso, ma so che alcune occasioni da gol le posso avere solo se in campo c’è lui», diceva il tecnico della Roma. Vero, anche se a Torino, nel match di campionato perso per 3-0, la gazzella nera aveva corso spesso a vuoto, con Conte che aveva impostato la partita sulle ripartenze proprio per non dare spazio alle sue di ripartenze, quelle micidiali di Gervinho, che in precedenza avevano già lasciato sul campo avversari doc. Ieri di spazi per correre la gazzella ne ha trovati solo a tratti, ma alla fine si è preso comunque una piccola grande rivincita, marchiata con il suo quinto gol stagionale (in 17 partite). Era dai tempi di Lilla, proprio con Garcia allenatore, che «Gervi» non segnava in percentuale così tanto (0,29 gol a partita, nel secondo anno di Arsenal ne fece 7 in 26 partite, a una media di poco inferiore, 0,27 a match), anche perché la freddezza sotto porta non è certo il suo forte. Una sorpresa, così grande che giorni fa anche alcuni tifosi dei Gunners si sono sfogati («Ma perché gol così all’Arsenal non li facevi?») sul suo profilo twitter, dove ha da poco superato i 100mila follower.





MIX La partita di Gervinho ieri è stata un mix un po’ di tutto: 22 passaggi positivi e 11 palle perse, 7 duelli vinti e 3 dribbling positivi (2 invece quelli negativi), in 90 minuti fatti di 43 palloni giocati, uno quasi ogni due minuti. «Sul gol Gervinho è stato molto bravo a seguire l’azione, correre e tagliare sul primo palo. Abbiamo cercato e voluto questa qualificazione a tutti i costi, Gervi ce l’ha consegnata così». Ora, per lui, l’ingresso nel cuore dei tifosi giallorossi è definitivo e certificato. A Roma chi segna alla Juventus resta per sempre. «Sono felice per questa serata, abbiamo riscattato la sconfitta di Torino – dice l’ivoriano nella pancia dell’Olimpico –. Segnare è stata una grande emozione, non è facile farlo a squadre che si chiudono. Napoli o Lazio in semifinale? Non ho preferenze, non è un mio problema. Voglio arrivare in finale, quello è il mio problema». Se la gazzella continuerà a correre, tutto è possibile.

Fonte: Gasport

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