Rassegna Stampa

Una difesa da leoni. Ecco il bunker che può portare in finale la Roma

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 12-02-2014 - Ore 07:22

|
Una difesa da leoni. Ecco il bunker che può portare in finale la Roma

Il ritorno di De Sanctis a Napoli, la voglia di riscatto di Maicon non convocato da Scolari, l’imbattibilità di Benatia in Coppa Italia, la vena di Torosidis, che quando viene impiegato titolare riesce sempre ad uscire imbattuto: la difesa meno battuta della Serie A gioca stasera contro l’attacco che più di tutti l’ha messa in difficoltà ed è chiamata agli straordinari, sostenuta da 600 tifosi e investita di una responsabilità importante, quella di bloccare le scatenate punte di Benitez.

STRAORDINARI Dei cinque titolari, due, Maicon e Benatia, non stanno benissimo fisicamente — soprattutto il brasiliano — ma sono chiamati agli straordinari. Benatia, 3 vittorie in 3 partite di Coppa Italia in carriera, già domenica pomeriggio su Twitter diceva di voler giocare la partita perché sogna la Coppa. Maicon invece, uscito malconcio dal derby per via di una colpo subìto da Lulic, si è allenato a parte in questi giorni, seguito passo passo dal professor Chinnici, e vuole una grande partita anche per lanciare un messaggio al c.t. del Brasile, Scolari, che non lo ha convocato per l’amichevole del 5 marzo contro il Sudafrica.

VOGLIA MONDIALE Considerando che dice, un giorno sì e l’altro pure, che la Seleçao è per lui un chiodo fisso, contro le frecce d’attacco di Benitez avrà una motivazione ancora più grande. La stessa che avrà De Sanctis, per la prima volta al San Paolo da ex. Il portiere spera in una grande notte: d’affetto, con i suoi ex tifosi, e di gioco, visto che deve farsi perdonare l’errore di una settimana fa che ha aperto la strada alla rimonta napoletana.

BUNKER Due gol subiti in casa, cosa mai accaduta con Garcia in panchina, hanno riaperto una semifinale che sembrava già archiviata. Nonostante il 3-2 di Gervinho consenta alla Roma di giocare stasera per due risultati su tre, la delusione è stata grande, tanto che, seppur con le note di «Grazie Roma» diffuse dagli altoparlanti, la squadra non ha fatto la consueta corsa sotto le curve tipica di ogni vittoria. Garcia ha alternato il lavoro di allenatore a quello di psicologo, ha parlato con la squadra, si è soffermato con De Sanctis per discutere delle palle inattive e, con gli altri, ha posto l’accento sui tagli e le accelerazioni degli esterni di Benitez. Ha lavorato tanto, pur avendo poco tempo a disposizione, sui movimenti difensivi e a chiesto alla squadra di tornare ad essere quel bunker che, quasi sempre, è stata quest’anno: 17 partite su 27 con la porta inviolata. Non è un caso. E la Roma dovrà confermarlo anche, se non soprattutto, oggi .

ESPERIENZA Con la speranza, per tutto l’ambiente giallorosso, che basti. E che non servano soluzioni d’emergenza. Come quella di Bastos terzino (seppur provato a Trigoria nei giorni scorsi) o l’esordiente Toloi, o uno tra Jedvaj e Romagnoli, che non gioca da quasi un anno in prima squadra. Ci sarà tempo, per loro. Non stasera. Stasera a Garcia servono i titolari e la loro esperienza: l’età media del reparto supera i 30 anni e tutti giocano, o hanno giocato, in nazionale. Anche se il San Paolo sarà una bolgia le gambe non tremeranno.

Fonte: Gazzetta dello Sport – Zucchelli

commentiLascia un commento

Nome:  

Invia commento

chiudi popup Damicom