Rassegna Stampa

Una pioggia di insulti

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 02-06-2013 - Ore 10:50

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Una pioggia di insulti

(Il Messaggero - S. Carina) – L’appuntamento è per le ore 11 presso il piazzale Dino Viola. Sotto un diluvio quasi tropicale, i primi tifosi della Roma iniziano a radunarsi intorno alle 10,45 quando il centro sportivo Fulvio Bernardini è già presidiato da almeno un’ora dalle forze dell’ordine, disposte in modo tale da non permettere ai contestatori di avvicinarsi ai cancelli. All’interno solamente qualche dipendente, visto che la dirigenza, l’ufficio comunicazione e i calciatori non sono presenti.

 
 
DIRIGENZA DA RIFARE
Alle 11,20 sono circa in 250 che hanno risposto presente al sit-in di protesta. Iniziano i cori, che per almeno una buona decina di minuti hanno come destinatari i vertici societari. Ce n’è per tutti, nessuno escluso. Al presidente Pallotta, giocando con la rima del cognome, vengono attribuiti natali poco onorevoli; a Sabatini (forse il più contestato) viene rammentato il proprio passato da ds laziale con un folkloristico «torna a pascolare»; a Baldini viene invece imputato di possedere poca verve nelle uscite pubbliche: «Franco la messa è finita». Ma la protesta non si ferma a loro. Anche il resto del management non viene risparmiato. E così raffica di cori anche per il consigliere Baldissoni, la responsabile della comunicazione, Augelli, e l’ad Fenucci, ‘colpevole’ in quanto di fede laziale.
 
 
SCRITTE E SCHERNO
Più passano i minuti e più sembra di assistere ad una manifestazione vera e propria visto che i partecipanti vengono preceduti da una serie di striscioni: «Riprendiamoci la Roma», «Fuori i laziali dalla Roma», «Aridatece la Roma», «Ogni vostra scelta un insuccesso, vogliamo le dimissioni adesso», «26-05-13: sfregiati 86 anni di storia». L’ultimo ha come chiaro riferimento la sconfitta di domenica scorsa subita nella finale di Coppa Italia contro la Lazio. Spunta uno stendardo pro Zeman e i cori si spostano anche sui calciatori Osvaldo e De Rossi («Pagace na’ birra»). Qualcuno dei presenti indossa magliette stampate che invitano i dirigenti ad andarsene (Baldissoni, Baldini e Sabatini siete la vergogna di questa società). Altri sventolano bandiere non originali – «L’ho comprata alla bancarella cinque anni fa» – dove il logo somiglia in modo incredibile a quello partorito ultimamente dal merchandising giallorosso che finisce anch’esso nel mirino delle critiche: «A Winterling mettece ‘na pecora la prossima volta, tanto a te che te frega», urla un tifoso.
 
 
TENSIONE CON LA IENA
Le forze dell’ordine controllano la situazione senza problemi. L’unico momento di tensione è provocato da un battibecco tra un gruppo di ragazzi e l’inviato delle Iene, Calabresi (a Trigoria per motivi personali, ndc), che viene ricondotto a forza nella sua automobile e a suon di «buffone» è costretto ad allontanarsi. Prima del rompete le righe, con la pioggia che a tratti è intervallata addirittura dalla grandine, i contestatori intonano cori a favore di Bruno Conti, Totti, Aldair e i presidenti Viola e Sensi, prima di salutare l’attuale dirigenza (e la contestazione) con un eloquente «se salutamo adesso, non ve volemo più».

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