Rassegna Stampa

''Una pugnalata al cuore''

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 22-10-2014 - Ore 08:03

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''Una pugnalata al cuore''

Difficile trovare le parole giuste dopo una sconfitta così netta e senza attenuanti. Forse l’unica maniera per rialzare la testa è ascoltare la curva Sud che a fine gara ha chiamato la sua Roma inneggiandola e sostenendola per il prosieguo della stagione. «È una partita che noi e la città aspettavamo da tanto ed è un peccato non aver regalato questo risultato ai nostri tifosi - queste le parole di un De Rossi abbattuto al termine della gara – È stata una pugnalata al cuore vederli applaudire a fine partita, continuano a starci vicino».

Una sconfitta che rischia di lasciare strascichi nella mente dei calciatori: «È stato un risultato eclatante, non arrivato per caso. Loro corrono tantissimo, sembra di rivedere il Barcellona di Guardiola, tutti piccoli e rapidi, è difficile giocarci. Probabilmente stavano meglio di noi – prosegue il numero 16 – questo dislivello va valutato anche dal punto di vista fisico, quando perdi 7-1 non può essere solo un problema mentale. L’evidenza c’è, ma c’è anche tra loro e tutte le altre squadre del mondo. Non dico che ci abbiano ridimensionato, ma ci hanno fatto capire quanto ancora c’è da fare per arrivare a questi livelli».

Una botta così forte che sarà difficile da mettere da parte, che ha portato via l’ottimismo e lasciato il posto a un velo di depressione: «Dopo una partita così come vuoi stare? Prima della gara ci aspettavamo un’altra cosa – spiegaMiralem Pjanic – ora è difficile da accettare e dire qualcosa di intelligente. Non penso sia questa la vera Roma, non so spiegarvi cosa è successo e perché abbiamo preso due gol subito, non è il nostro gioco, dobbiamo dimostrare quello che valiamo già da sabato in casa della Sampdoria».

Ci mette la faccia anche uno dei peggiori di questa sera, Morgan De Sanctis: «Garcia ha detto che è stata colpa sua? È stata anche colpa nostra, dobbiamo prenderci le responsabilità tutti insieme. In una gara come questa bisogna sommare i nostri demeriti ai grandi meriti di una delle squadre più forti d’Europa».

Fonte: IL TEMPO (F. SCHITO)

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