Rassegna Stampa

Una Roma col tridente veloce

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 06-03-2015 - Ore 08:02

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Una Roma col tridente veloce

L’unica volta è successo a Marassi, contro il Genoa di Gasperini, quando la Roma vinse 1-0 con rete di Nainggolan, giocando probabilmente una delle sue gare più belle in trasferta. Il bis, a meno di clamorosi colpi di scena, andrà in onda domenica, a Verona, contro il Chievo, quando Rudi Garcia potrebbe optare nuovamente per il tridente leggero. O veloce se preferite. A Marassi il francese schierò Florenzi, Ljajic e Gervinho, con il serbo a fare il «falso nueve» e l’azzurro e l’ivoriano ad attaccare gli spazi. Al Bentegodi potrebbe essere più o meno lo stesso spartito, con Ljajic o Gervinho a giostrare centralmente (a seconda di come il francese vorrà attaccare la profondità) ed il rientro di Iturbe dal primo minuto a dare una mano. Sempre poi prendendo in considerazione la variabile Verde, uno che nella considerazione e nelle gerarchie di Garcia ha già scalato posizioni su posizioni.

QUANTI TRIDENTI Già, perché nelle 35 partite giocate finora dalla Roma in questa stagione (tra campionato e coppe), Garcia ha sempre schierato una punta centrale dal via, Totti o Destro, con un utilizzo del capitano giallorosso addirittura eccessivo (25 volte titolare). E quando non è toccato a loro, c’è andato di mezzo Seydou Doumbia, nello scellerato pareggio casalingo arrivato contro il Parma. Poi niente più, a prescindere dal modulo prescelto, 4-3-3 o 4-2-3-1 (comprese le variante del 4-4-2 a Monaco, in Champions, e del 4-3-1-2 con l’Empoli, in Coppa Italia). Insomma, il tridente veloce non è più andato in scena, nonostante a Marassi avesse funzionato bene eccome, lasciando quasi sempre spazio a quello formato da Ljajic, Totti e Gervinho (9 volte) o con Iturbe al posto di Ljajic (5 volte).

PERCHÉ I VELOCI Garcia per Verona sta pensando al tridente veloce proprio perché Totti sembra un po’ logoro dal maxi-utilizzo degli ultimi due mesi ed ha bisogno di riposare in vista della gara di Europa League di Firenze, mentre Doumbia non è ancora in grado di scendere in campo, un po’ a causa della sciatalgia (anche se ieri si è allenato), un po’ per la pessima condizione fisica. In più, i tre veloci, oltre che scambiarsi sempre di posizione e non dare punti di riferimento agli avversari, possono sicuramente creare scompiglio e problemi ad una difesa statica come quella del Chievo, considerando che dietro Maran dovrebbe schierare una linea formata da Mattiello, Dainelli, Cesar e Zukanovic.

VOGLIA MANUEL Tra l’altro, Verona può essere la volta buona per rivedere dal via Manuel Iturbe, che non parte titolare oramai dalla sfida di campionato con l’Empoli, l’11 del 31 gennaio scorso. Poi l’infortunio con doppia distorsione a ginocchio e caviglia destra. «Non ho iniziato bene questa stagione, ma tutti questi infortuni mi stanno rendendo più forte — dice l’attaccante argentino a Mediaset — Dopo l’ultimo, quello subito con l’Empoli, sto lavorando ancora più per star bene ed essere a disposizione del mister e dei miei compagni». Cosa che Iturbe ha già iniziato a fare nelle ultime due gare, entrando a partita in corsa — con un buon impatto — sia a Rotterdam contro il Feyenoord, sia all’Olimpico contro la Juventus. «Stiamo bene, piano piano stiamo tornando a giocare come ad inizio stagione — chiude lui — Questa è una squadra forte, si può riprendere presto. L’obiettivo? Vincere tutte le partite da qui alla fine della stagione ed andare il più avanti possibile in Europa League». Si può cominciare domani a Verona, con il bis del tridente veloce.

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE

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