Rassegna Stampa

Uno spettacolo chiamato Roma

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 13-04-2014 - Ore 11:15

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Uno spettacolo chiamato Roma

Dall’Olimpico che canta nella notte dolce come tante altre, il messaggio è forte e chiaro: la Roma non si arrende e aspetta buone notizie dall’Udinese che domani sera ospiterà la Juve, avanti 5 punti e più vicina almeno per due giorni. Garcia, superando 3 a 1 l’Atalanta, eguaglia le vittorie totali di Spalletti (2008) e Ranieri (2010): sono per ora 24, ma avrà altri cinque turni, nei quali come i predecessori, giocherà per il titolo. Il settimo successo di fila, intanto, garantisce di fatto l’accesso diretto in Champions: mancano 3 punti e se la Lazio oggi pomeriggio vincesse a Napoli nemmeno quelli.

LINEA BRASILEIRA

Garcia va all’attacco, senza farsi condizionare dalla prevista emergenza e nemmeno dall’arrivo dell’Atalanta, capace di vincere le ultime tre gare esterne. La difesa è inedita con quattro brasiliani davanti a De Sanctis: Maicon, Toloi, alla seconda partita dall’inizio dopo quella contro il Torino sempre all’Olimpico, Castan e Dodò, titolare dopo quasi un mese, dal match casalingo contro l’Udinese del 17 marzo. Un allineamento provato a metà ripresa proprio il 25 marzo contro i granata, ma con Bastos invece che con Dodò. Anche in quel caso per prendersi i tre punti. Il reparto arretrato stile Seleçao, con due fluidificanti, ha un senso con Nainggolan e Taddei che pressano alto e si sacrificano nei rientri e la posizione da centrale difensivo di De Rossi, regista arretrato e marcatore aggiunto. Davanti, per la terza volta nella stagione, il tridente con Ljajic, Totti e Gervinho. Il serbo parte dal primo minuto: mai successo dal 1° marzo, qui contro l’Inter.

 

 

 

ANCORA RODRIGOL
La partenza è tipo Atletico, stessa aggressività dei colchoneros contro il Barça, mercoledì sera a Madrid, in Champions. Gervinho spopola, Totti disegna, Maicon e Dodò accelerano sui lati. L’Atalanta, sorpresa dalle furie giallorosse, è fragile sui lati con Benalouane e Brivio: così il 4-4-2 di Colantuono resiste poco. Consigli chiude su Gervinho, ma nemmeno vede il tiro di Taddei, destro in corsa (12′): il brasiliano inizia l’azione, lanciando in area Dodò che rovescia in campo, dal fondo e in acrobazia, verso Totti che lascia però la gloria al senatore in scadenza di contratto, al secondo gol di fila all’Olimpico dopo quello al Parma. L’esibizione prosegue, tra gli applausi del pubblico che si diverte per la prestazione coinvolgente: Gervinho, Totti, Ljajic e Nainngolan sfiorano il raddoppio. Da ricordare pure chi non c’è: Balzaretti, Benatia, Torosidis, Strootman, Pjanic, Florenzi e Destro: nonostante i sette assenti, il coro non stecca, anzi ha ritmo e genera passione.

 

 

TALENTO E SOSTANZA
Ljajic ritrova la rete prima dell’intervallo. La Roma, dopo una pausa di dieci minuti, riparte con Gervinho, freccia avvelenata. Totti riceve e, con un pallonetto d’oro, serve De Rossi che appoggia al serbo che colpisce di destro per il 2 a 0 e interrompe il digiuno (45′), ultima rete al Bentegodi contro il Verona il 26 gennaio, pure lì allo scadere della prima frazione. La Sud applaude il miglior De Rossi, formidabile quando ferma Densi davanti a De Sanctis a inizio ripresa. Ljajic, servito da Totti, permette a Gervinho di segnare il 3 a 0, undicesima rete stagionale dell’ivoriano, ottava in campionato (18′). Il serbo prenderà anche un palo, con tiro da fuori. Standig ovation per Totti, in campo Bastos, gol di testa di Migliaccio (33′), dentro Romagnoli per Maicon e Ricci per Ljajic, applausi pure per lui e abbraccio di Garcia, e weekend adesso lunghissimo che finirà lunedì al Friuli.

 

Fonte: Il Messaggero

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