Rassegna Stampa

Un’uscita coraggiosa senza timori reverenziali

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 18-10-2014 - Ore 08:37

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Un’uscita coraggiosa senza timori reverenziali

Per tutto ciò di cui valga la pena di parlare, c’è sempre una prima volta. Dunque a Rudi Garcia va almeno riconosciuto il pregio di una originalità assoluta. Nessun allenatore, nella lunga storia del calcio, italiano ma non soltanto, si era mai sognato di uscirsene, in un’affollata conferenza stampa, con l’affermazione: «Vinceremo lo scudetto». Sollecitato dal nostro Alessandro Austini a chiarire il senso di una dichiarazione certamente inattesa dopo poche giornate, Garcia non ha fatto una piega, armato di quell’ironia che da sempre rappresenta una delle armi più affilate della sua raffinata dialettica, ha affidato l’interpretazione all’intelligenza degli interlocutori.

E dunque adesso ognuno tenterà di dare un significato a parole coraggiose, però forse oltre il limite della temerarietà. Personalmente, ho interpretato l’audace vaticinio come un tentativo di aumentare la pressione sulle spalle della prima rivale, quella Juve che ha usurpato la vittoria nel primo scontro diretto stagionale, finendo però nel mirino degli osservatori neutrali, ammesso che ancora ne esistano.

A dar retta a Garcia, adesso dovrà rimettere in tasca, almeno per qualche tempo, la mano malandrina che le aveva garantito il primato. Un’uscita più che coraggiosa, logico definirla temeraria, ma personalmente apprezzo chi sa esprimersi senza timori reverenziali. E soprattutto senza offendere nessuno. Siamo in Italia, dove la Lega Nord propone il presidente della Federcalcio Tavecchio per l’Ambrogino d’Oro, premio da sempre simbolo di cultura e di civiltà. Impossibile non associarsi alla controproposta di un collega, che ha avanzato l’idea di consegnare al dirigente buttato fuori dall’Uefa, un altro riconoscimento, il «Bananino d’Oro». Molto più adeguato alle ideologie dell’interessato.
Rudi Garcia, dicevo, non ha usato accenti irriguardosi nei confronti delle rivali, a partire dalla più qualificata, quella Juve che trova ogni giorno nuovi paladini, da Capello a Trapattoni, a Michel Platini, che si meraviglia dei ricorrenti attacchi ai bianconeri.

E chi si dovrebbe attaccare? Non risulta che il Sassuolo abbia avuto molte occasioni di favori arbitrali. Da parte mia, totale solidarietà al temerario Rudi Garcia, capace di prendere i gettoni davanti a sé e di lanciarli nel piatto, senza tremare. Se gli andrà male, avrà problemi grossi. Ma hai visto mai?

Fonte: IL TEMPO (G. GIUBILO)

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