Rassegna Stampa

Urla, dimissioni, prediche Ventura strapazza il Toro

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 08-11-2014 - Ore 10:00

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Urla, dimissioni, prediche Ventura strapazza il Toro

«C’è solo da star zitti e lavorare» firmato Fabio Quagliarella. «Nessuna scusa, una prestazione inguardabile» per Pontus Jansson. «Chiedo scusa a tutti, non è questo il mio Toro» le uniche parole del tecnico Giampiero Ventura che nella notte finlandese minaccia le dimissioni, al momento rientrate. Poi è sceso il silenzio intorno ai granata, la sconfitta in Europa League ha fatto male più di quanto non dica la classifica, una bomba a orologeria che rischia la deflagrazione all’interno dello spogliatoio. Il futuro, l’intera stagione, è a un bivio: la Roma, il Sassuolo dopo la sosta, e la settimana di fuoco tra Bruges e derby, diranno quale sarà il destino degli uomini di Ventura. A Helsinki è mancato il cuore per stessa ammissione dell’allenatore. Vero, ma forse non basta a giustificare il momento, una squadra in equilibrio su un cavo d’acciaio teso tra il grattacielo del campionato e quello dell’Europa League. In Coppa i granata, fino alla trasferta in Finlandia, hanno raccolto punti e buone prestazioni con la benda sugli occhi, primi del girone, la gara più difficile a Bruges amministrata con saggezza. In campionato la squadra ha alternato a buone partite, improvvisi stop.

La sconfitta in Finlandia è la punta dell’iceberg, i veri problemi sono la poca qualità tecnica, i pochi cambi affidabili e soprattutto i giocatori sopravvalutati in estate.     Dimissioni Giovedì notte, nel dopopartita, Giampiero Ventura davanti allo spogliatoio, per fasi sentire dai suoi, è esploso come un vulcano al risveglio dopo anni di torpore: urla e accuse per tutti, nessuno escluso. Tra le frasi campate nel gelo di Helsinki anche le ventilate dimissioni da presentare al presidente. Il tecnico si è sentito tradito dai suoi, soprattutto dai giocatori più protetti dalle critiche. La crescita per alcuni non c’è stata, per altri le aspettative di mercato si sono dimostrare errate. Dei nuovi arrivati, a eccezione di Quagliarella, solo Bruno Peres e a tratti Jansson, hanno convinto. In attacco Martinez, Larrondo, Amauri e Barreto parlano un’altra lingua. Di questo e della necessità di rinforzare l’organico, ha parlato Ventura al telefono col presidente Urbano Cairo, per la prima volta assente a una trasferta di Coppa, trattenuto da impegni televisivi a Roma. Oggi i due si incontreranno nel ritiro del Torino nella capitale e ne avranno di cose da dirsi in vista del mercato di riparazione .     Cambio di modulo Ieri il Toro si è allenato a porte chiuse alla Sisport dopo aver cambiato il programma di rientro da Helsinki. Più che un allenamento si è trattato di esercizi spirituali con padre Ventura al chiuso dello spogliatoio a confessare la squadra, in attesa di risposte dai protagonisti del flop. «Qui si rischia di buttare al vento quattro anni di lavoro, di crescita e di fatiche di tutti, giocatori, società e staff tecnico», il succo del discorso. «In altre occasioni avete dimostrato che se volete potete, sta a voi ora decidere il vostro futuro…». Intanto per la trasferta di Roma Ventura potrebbe tornare al 3-4-3 che contro Cagliari e Fiorentina ha positivamente impressionato. Non sarà facile contro il quinto attacco del campionato (16 reti), rispetto al quart’ultimo del Torino (7 gol) .

Fonte: Gasport

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