Rassegna Stampa

Urna favorevole per Allegri e Sarri, parte bene l’assalto al trono del Real

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 26-08-2016 - Ore 06:35

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Urna favorevole per Allegri e Sarri, parte bene l’assalto al trono del Real

LA GAZZETTA DELLO SPORT - LICARI - Da tempo non c’era un sorteggio così per le italiane. E se aumentano i rimpianti per la Roma – il Porto è finito nel gruppo forse più abbordabile – non poteva andare meglio per Juve e Napoli. I bianconeri in attesa di Matuidi, per completare una squadra già da finale, trovano Siviglia, Lione e Dinamo Zagabria: non superare il turno sarebbe il fallimento di un progetto. Quasi più semplice per Sarri, pur in arrivo dalla seconda fascia: il Benfica è più esperto, e l’anno scorso è arrivato ai quarti, ma né Besiktas né Dinamo Kiev dovrebbero mettersi sulla strada degli ottavi. Questo al 26 agosto, naturalmente. La fase a gruppi è lunga, finisce a dicembre e incrocia gli impegni di campionato. Ma lasciarsi sfuggire un’occasione così sarebbe imperdonabile. Sorride anche Ranieri con il Leicester, mentre per Ancelotti il problema dovrebbe essere il primo o il secondo posto contro l’Atletico: non proprio questione secondaria, visto che poi le seconde incrociano le prime nell’eliminazione diretta. Da semifinale infine Barcellona-City, Guardiola contro il suo passato, nel gruppo più duro.

JUVE OKAY La Juve, ormai da considerare tra le grandissime, avrebbe commesso il delitto perfetto trovando il Psv o il Bruges al posto del Lione, ma si può accontentare. Il rivale vero è il Siviglia, decisamente cambiato rispetto all’anno scorso, e con Sampaoli in panchina. Il gioco non passa più per Krychowiak e Banega, ma per l’italoargentino Vazquez. In vista un derby palermitano con Dybala. Da tre stagioni vince l’Europa League, ha fatto soffrire il Real in Supercoppa, segna tantissimo e subisce tanto. L’anno scorso è stato messo sotto a Torino ma poi, vincendo in casa (una partita che la Juve poteva chiudere facile), ha mandato i bianconeri al 2° posto. Al posto del City, il Lione, annichilito in Francia dal Psg: c’è Lacazette che segna a raffica, ma la Juve è superiore. Infine la Dinamo Zagabria (l’anno scorso il Borussia M.) senza Pjaca e (forse) Rog. Partenza in casa con gli andalusi, poi in Croazia e Lione: c’è tutto per mettere al sicuro la qualificazione.

NAPOLI DA OTTAVI Al Napoli tocca invece cominciare a Kiev: la Dinamo ha superato i gruppi una sola volta nelle ultime 12 partecipazioni e, da tempo, non è più quella di Shevchenko. Poi i punti del gruppo andranno accumulati subito, in casa, contro il Benfica (senza Renato Sanches finito al Bayern) e il Besiktas. Non c’è più Higuain ma, con i 90 milioni della Juve, almeno De Laurentiis sta arricchendo una panchina esigua e oltretutto poco sfruttata da un tecnico che, pare, non ama il turnover. I valori tecnici per superare il turno ci sono tutti: con l’argentino non avremmo avuto dubbi, ma Insigne, Callejon, Mertens, Hamsik, Allan e gli altri non possono temere turchi e ucraini.

BENE RANIERI E ANCELOTTI Debutto positivo, in teoria, anche per Claudio Ranieri che si ritrova il Porto giustiziere della Roma (ma non insuperabile) più Bruges e Copenaghen: potrebbe compensare l’inesperienza di coppe della sua squadra con il ritmo da Premier e una gestione tecnica italiana. Non difficile vederlo negli ottavi, dove sarà anche il Bayern di Carlo Ancelotti: la sfida con l’Atletico di Simeone vale il primato, non sembra che Psv e Rostov possano opporsi a chi l’anno scorso s’è giocato la semifinale. Il Real Madrid di Zidane e CR7 non dovrebbe aver problemi: l’unico rivale, non all’altezza, è il Borussia Dortmund, mentre Sporting e Legia si giocheranno il terzo posto che significa Euroleague. Infine anche Psg e Arsenal sono favoriti, però il Basilea terzo incomodo non è mai da sottovalutare.

SFIDA PEP-BARçA Un po’ meno semplice sembra il compito del Barcellona che si ritrova un Manchester City più forte tecnicamente e meno ingenuo tatticamente di quello di Pellegrini: anche perché in panchina c’è l’ex Guardiola. Un derby reso più complicato dal Borussia Moenchengladbach e dal Celtic che, in casa, qualche brutto scherzo al Barça l’ha già giocato. Equilibrio verso il basso, infine, tra Tottenham, Leverkusen, Cska Mosca e Monaco: qui può succedere di tutto. In prospettiva, comunque, non sarà bello trovarsi Atletico e City (oppure Bayern e Barcellona) tra i secondi.

SUPERPREMI Aspettando i premi della Champions 2018, anche quelli della prossima hanno avuto un lievissimo aumento. Il montepremi è salito da 1,25 a 1,27 miliardi di euro: dei quali 762 milioni per i risultati e 507 per il market pool. La semplice partecipazione vale 12,7 milioni; il successo nei gruppi 1,5, il pari 500mila euro. Gli ottavi valgono 6 milioni, i quarti 6,5, le semifinali 7,5, la finale 11 e la coppa 15,5. Il massimo raggiungibile è 57,2 milioni più il market pool: insomma oltre 100 milioni. Sempre di cifre folli si tratta.

Fonte: LA GAZZETTA DELLO SPORT-LICARI

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