Rassegna Stampa

Vendere per comprare

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 08-08-2014 - Ore 08:06

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Vendere per comprare

Vendere almeno un pezzo, sostituirlo con qualcuno altrettanto bravo ma meno costoso. E, in assoluto, non intaccare il valore di una Roma che oggi come oggi può ambire allo scudetto.

È l’ennesima missione che Pallotta ha consegnato a Sabatini: dopo i colpi a raffica messi a segno nel corso dell’estate, c’è bisogno di riequilibrare i conti visto che al momento la società è fuori (di poco) dal budget previsto. Ma la competitività della squadra deve restare alta, perché tutti, da Trigoria a Boston, fiutano la grande occasione di poter finalmente vincere.

Dalle sensazioni ai numeri. La Roma ha investito sin qui 41 milioni di euro, 8.7 quelli ricavati dalle cessioni e l’impatto negativo sul fabbisogno finanziario netto è di quasi 15 milioni. Senza dimenticare che fra acquisti e rinnovi il costo del personale è di nuovo salito oltre i 110 milioni di euro ed è destinato a crescere ancora quando verranno sistemati i contratti di Gervinho, Florenzi, Destro e, forse, Maicon. Così è dura rientrare nei parametri del fair play finanziario.

Garcia sa. Pallotta lo ha già informato durante gli Stati Uniti della necessità di cedere un pezzo, frenando la sua speranza di mantenere intatta la rosa. Nel confronto di ieri mattina a Trigoria fra il tecnico, Sabatini e Massara si è passati direttamente ad analizzare le varie soluzioni possibili, fra entrate e uscite. Una ricca plusvalenza è quello che serve. D’altronde Pallotta si tiene stretto Sabatini proprio perché ha dimostrato di essere il migliore nella «specialità». E Benatia resta l’indiziato numero uno: pagato 13 milioni, ora può fruttarne più del doppio. L’offerta giusta non è ancora arrivata: la Roma chiede 35-40 milioni e, senza Psg e City nell’asta, solo dall’Inghilterra può arrivare una cifra del genere. Il Chelsea è in agguato, ieri i tabloid hanno rilanciato l’interesse dello United.

Se dovesse partire Benatia, Garcia aspetta Basa che, qualora giocasse anche i playoff di Champions col Lille, potrebbe comunque essere schierato dai giallorossi nella fase a gironi. Ma Sabatini segue altri fronti: si è informato sul prezzo di Manolas (12 milioni minimo) e non molla Balanta del River. Quest’ultimo, però, è mancino come Castan, Astori e Romagnoli (convocato dall’Under 21 e a rischio per il ritiro austriaco).

Molto più complicato realizzare una plusvalenza con Ljajic: il 20% del ricavato andrebbe alla Fiorentina e la Roma lo ha pagato 11+4 di bonus un anno fa. Lo Schalke è interessato, ma non arriva ai 15 milioni richiesti. Nel cambio Ljajic-Carrasco la società avrebbe comunque guadagnato qualcosa, ora che il belga ha rinnovato col Monaco servirebbe un altro affare low cost difficile da scovare. A Trigoria impazziscono per Konoplyanka ma la Dnipro chiede 15 milioni e i contatti si sono interrotti dopo l’acquisto di Iturbe. Fra l’altro è extracomunitario, quindi Basa (o Balanta) esclude Konoplyanka.

Al momento non si registrano trattative per la cessione di Destro, l’unico altro giallorosso con cui monetizzare dal momento che la società ritiene incedibili Strootman e Pjanic. In uscita, come sempre, c’è invece Borriello: lo aspetta il Cesena, ma serve l’accordo sulla buonuscita. Frenata sull’americano Yedlin: da Seattle chiedono troppo e si è inserito il Tottenham. Scardina ha firmato per il Pontedera

Fonte: Il Tempo

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