Rassegna Stampa

Ventura, sale la tensione «Basta paragoni con Conte, seguo una strada nuova»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 05-09-2016 - Ore 06:33

|
Ventura, sale la tensione «Basta paragoni con Conte, seguo una strada nuova»

LA GAZZETTA DELLO SPORT - LICARI - Non comincia bene il Mondiale dell’Italia. Questione di ombre da scacciare presto. Ventura, dopo una conferenza tranquilla, sorrisi con Buffon, e un accenno al confronto con Conte («Per favore, basta paragoni con l’Europeo»), cambia toni una volta davanti alla Rai: «Non voglio più parlare dell’Europeo. La squadra è più o meno la stessa, ma sta cominciando un nuovo ciclo con persone diverse. Sono stanco dei continui confronti, sono accerchiato dalla critica e faccio fatica a capire le situazioni. Conte è un grande allenatore, ma bisogna mettere la parola fine a questo continuo confronto, lui saltava in panchina e io no, e via di questo passo. Tutto ciò non è importante, è importante dove arriverà l’Italia. Antonio ha vinto tre scudetti alla Juve, io però ho mandato una quarantina di giocatori in Nazionale e fatto fare plusvalenze per duecento milioni ai miei presidenti. Visto che giochiamo in Paesi diversi dico “good bye Conte”, questa è la mia Italia». Aggiungendo poi a Sky: «Dopo la sconfitta con la Francia c’è stato il tiro al piccione».

FARE L’ITALIA Uno smarcamento in piena regola, e con toni amari. In fondo era quello che aveva suggerito la Gazzetta due giorni fa: Ventura deve allontanare l’immagine ingombrante di Conte, costruire una sua Nazionale, anche sbagliare di testa sua. Ha già cominciato a farlo. L’unico suggerimento per il c.t. è che, in un momento del genere, con pochi giorni di lavoro, e la classifica che già pretende, sarebbe utile non allontanarsi troppo da Conte nel modo di affrontare la partita. Poi ci sarà un mese per programmare il futuro. Ed è un peccato che queste parole oscurino un po’ il senso di una partita cruciale. In cui è il momento di fare l’Italia.

TOCCA A VERRATTI Specialmente Verratti, il più atteso, deve prendere in mano la situazione. Play o mezzala è una questione da discutere contro Spagna e Germania, non oggi. Non può essere il ruolo un problema contro Israele, 76 del mondo, con una delle generazioni calcistiche meno forti degli ultimi tempi. Verratti, che ha due anni in più di Rugani e Romagnoli ma sembra un top player da una vita, è alla grande occasione: con De Rossi e Marchisio out, senza più Pirlo, tocca a lui prendere per mano l’Italia come ha fatto con il Psg. In Israele può nascere la Nazionale di Verratti, quella con un solo risultato a disposizione: il successo.

OBBLIGO TRE PUNTI Lasciare punti qui ad Haifa, sul mare, in uno stadio modernissimo, farebbe molto più male dell’1-3 con la Francia. La Spagna si prenderà tre punti goleando il Liechtenstein: quindi è obbligatorio presentarsi allo scontro diretto di Torino, il 6 ottobre, alla pari. Il rientro di Bonucci dovrebbe restituire automatismi e sicurezza alla difesa: sbaglierà ogni tanto, ma da regista difensivo prende più responsabilità lui di tutti gli altri difensori messi assieme. Dovrebbe scambiarsi i compiti di costruzione con Verratti. Secondo noi il parigino rende di più da mezzala, soprattutto se avrà accanto Marchisio che da centrale è più elastico, ma i due potrebbero scambiarsi in corsa per dare imprevedibilità alla manovra. Qui però Verratti sembra la soluzione migliore, anche perché da play può risparmiare energie già non in eccesso.

BONAVENTURA-ANTONELLI Ventura non si nasconde che contro la Francia sia andata male: «Ma il risultato è stato più negativo della prestazione. Ho fatto i complimenti ai ragazzi. Ma era un’amichevole, mentre in Israele si fa sul serio: i tre punti sono più importanti del bel gioco». Nell’amichevole non ha convinto la scarsa velocità e l’eccessivo possesso palla. Il c.t. è d’accordo: «Sì, perché abbiamo cercato nuove soluzioni. Mi aspetto che, facendo passi avanti, con più giorni di lavoro, arriveranno i risultati». Indiscutibile la coppia d’attacco Pellè-Eder, Candreva e Parolo mezzala), restano da assegnare due maglie: per il ruolo di mezzala Bonaventura ha staccato Bernardeschi, per quello di esterno Antonelli su De Sciglio e Florenzi. L’Italia non perde da 50 partite nelle qualificazioni (1-3 in Francia nel settembre 2006): in quelle «mondiali» l’ultimo k.o è stato in Slovenia nel 2004.

Fonte: LA GAZZETTA DELLO SPORT-LICARI

commentiLascia un commento

Nome:  

Invia commento

chiudi popup Damicom