Rassegna Stampa

Ventura «non potevo chiedere di più e poi Israele non sarà come la Francia»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 02-09-2016 - Ore 06:35

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Ventura «non potevo chiedere di più e poi Israele non sarà come la Francia»

LA GAZZETTA DELLO SPORT - CALVI - Non ce l’ha fatta. Aveva sognato sicuramente ben altro debutto, Giampiero Ventura ci teneva tantissimo proprio nella «sua» Bari ad allungare il filotto di imbattibilità che, in 10 incontri disputati dagli azzurri nel capoluogo pugliese, aveva prodotto 9 successi e un solo pareggio (contro l’Irlanda di Trapattoni). Ma il c.t. prova a pensare positivo: «Sono soddisfatto, ovviamente non per il risultato, perché dopo tre giorni assieme non potevo pretendere di più. Ho perso, così mi sono differenziato da Conte, che invece aveva vinto all’esordio. Scherzi a parte, abbiamo subìto i primi due gol in maniera davvero evitabile, in particolare il primo per un liscio di un grande difensore. Comunque, era importante riprendere il discorso interrotto dopo gli Europei e ho apprezzato la partecipazione e la mentalità. In campo si è notata la differenza sul piano fisico tra noi e gli avversari, in particolare nella seconda parte della gara. Eppure, Candreva ha messo in mezzo forse 25 cross. E, a parte le due reti, nel primo tempo abbiamo concesso alla Francia solo qualche contropiede».

ANALISI Ventura già guarda all’impegno di lunedì ad Haifa contro Israele in una sfida che vale per le qualificazioni ai Mondiali di Russia 2018. «Analizzeremo questa prestazione che ha portato alla sconfitta – fa notare Ventura – e si vedranno chiaramente alcune cose che erano evitabili. Eliminandole, non sarà difficile fare meglio rispetto a questo match. Disporremo di qualche giorno in più di lavoro e credo che basterà poco per crescere nella seconda uscita. Anche perché, con tutto il rispetto per i prossimi avversari, Israele non è certo la Francia... Sono convinto che potremo migliorare e fare una partita importante». Poi il c.t. spiega la scelta dell’esordio di Donnarumma: «Non aveva senso portarlo con noi, per non utilizzarlo. Donnarumma è un portiere che rappresenta un capitale per il calcio italiano. Quanto al suo errore, poi, se doveva pagare pegno, meglio che sia successo in un’amichevole».

L’EMOZIONE DI GIGIO Il portiere ha poi parlato di «un’emozione indescrivibile, stupenda: ringrazio mister Ventura per l’opportunità e per avermi fatto esordire. Pogba mi ha fatto i complimenti, ha detto che era felice di vedermi qui e io ho fatto altrettanto. Un errore sul gol di Kurzawa? Mah, non lo so, lo vedremo col mister domani. Buffon nello spogliatoio mi ha detto di stare tranquillo e fare quello che so fare e di divertirmi. Ora la gara in Israele: inizia un nuovo ciclo, cercheremo di fare bene».

IMPATTO Giorgio Chiellini parte proprio dal suo errore: «Potevo fare meglio io e anche la squadra. Ma basta poco, un po’ di solidità e compattezza di squadra che verranno in modo automatico in Israele. Sul gol di Giroud, era una seconda palla, non ho fatto in tempo a girare dall’altro lato: dovevo leggere prima la situazione».

Fonte: LA GAZZETTA DELLO SPORT-CALVI

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