Rassegna Stampa

“Vetro, pietra e giardini verticali ecco le torri più alte della città” La rivoluzione firmata Libeskind

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 16-06-2015 - Ore 06:05

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“Vetro, pietra e giardini verticali ecco le torri più alte della città” La rivoluzione firmata Libeskind

LA REPUBBLICA - PINCI - Tre grattacieli di oltre 200 metri come porte d’ingresso all’impianto L’archistar: “Regaliamo a Roma un nuovo quartiere sostenibile” Duecentoventi metri sopra Roma, per cambiarne l’orizzonte agli occhi del mondo. Per ora sono solo un disegno suggestivo, ma le torri che caratterizzeranno l’accoglienza verso il nuovo stadio giallorosso, firmate dall’archistar Daniel Libeskind, promettono di rivoluzionare il concetto di architettura della Città Eterna. Vetro e pietra, antico e moderno. «Il nostro progetto è una trilogia che unisce Roma, Tor di Valle, il mondo. E come nel teatro greco un elemento sostiene l’altro per il perfetto funzionamento», il testamento di Libeskind. «Regaleremo a Roma — promette l’architetto — un nuovo quartiere un quartiere vivace e sostenibile per questa città antica che guarda alle sfide della contemporaneità». Un progetto destinato a rivoluzionare la skyline della capitale: da oggi sul tramonto di Roma resteranno impressi i tre monoliti, tutti compresi tra 200 e 220 metri, una vetta che ne farà l’edificio più alto di Roma ma anche il secondo in Italia dietro la Torre Unicredit di Milano e tra i primi 25 in Europa. «Sono come intagliate in un unico blocco, e tra loro a coppie disegnano delle porte colossali che ricordano gli archi dell’Antica Roma», spiega Libeskind. Ai piedi di questo triangolo immaginario, una pizza circolare porticata di circa 3mila metri quadri, un giardino e specchi d’acqua. A riempirle, prevalentemente uffici: la Torre 1 è destinata a ospitare quelli di una importante società italiana — Unicredit, secondo molti — ed è caratterizzata da due giardini verticali anche con alberi da fusto, quasi una citazione del Bosco Verticale di Milano. Palestre o ristoranti sul tetto, facciata in vetro ondulato, superficie rivestita di pannelli opachi e trasparenti. Per un’architettura del tutto sostenibile: tutti gli edifici del business park — promettono i costruttori — saranno classificati a livello energetico in gold leed (la seconda migliore). «Mentre i giardini verticali — aggiunge Libeskind — garantiranno una vista spettacolare sulla città e sulla piazza, migliorando la climatizzazione degli ambienti attraverso l’ombreggiatura naturale e il filtraggio e la circolazione dell’aria». Ora, non resta che attendere.

Fonte: LA REPUBBLICA - PINCI

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