Rassegna Stampa

Via al Grand Prix di Natale Roma e Juve per la fuga. E la variante Champions…

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 23-11-2013 - Ore 08:00

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Via al Grand Prix di Natale Roma e Juve per la fuga. E la variante Champions…

Scatta il Gran Premio del Panettone. Oggi si parte. Anzi: si ri-parte.Tre anticipi che sono «portate» sostanziose: c’è il Napoli che contro il Parma deve riscattare lo scivolone rimediato allo Juventus Stadium; c’è il Milan che aspetta risposte dalla sfida di San Siro contro il Genoa; e c’è il derby di Verona, Hellas contro Chievo, che non è mai una partita qualunque. E poi, dopo questo antipasto, viene il resto del menu: una domenica ricca (la Juve attesa a Livorno, l’Inter a Bologna, la Fiorentina a Udine) e per il lunedì un dessert «calorico» con la capolista Roma che riceve all’Olimpico il Cagliari. Il cibo non manca.

 

MOTORE GIALLOROSSO  La tredicesima giornata apre un mese che è lecito definire «ingolfato» di impegni: 5 turni di campionato e 2 di Champions ed Europa League. Servono energie fisiche e mentali per reggere un simile tour de force. Dalle nazionali sono rientrati molti giocatori acciaccati e stanchi: tocca ai vari allenatori valutare le condizioni, studiare le alternative e provare eventuali nuove soluzioni. Da qui a Natale non ci sarà un attimo di respiro, non ci sarà tempo per recuperare e perdere qualche punto per strada potrebbe rivelarsi un serio problema in vista della volatona di primavera. La Roma, in questa prima parte di stagione, ha incantato: bel gioco, difesa quasi impenetrabile (soltanto 3 gol subiti in 12 partite), tanto entusiasmo. E’ vero, tuttavia, che nelle ultime due gare ha rimediato due pareggi consecutivi (in trasferta contro il Torino e in casa contro il Sassuolo) e ciò legittima le speranze degli inseguitori. Inoltre, senza Totti (ancora ai box per infortunio), la squadra di Garcia deve fare a meno del suo autentico faro. Con il capitano si può giocare in un certo modo, altrimenti no. Ciò, alla lunga, può generare qualche problema alla macchina giallorossa, anche se al momento sembra avere un motore in grado di reggere fino al termine della stagione.

DOPPIA CORSA La Juve sta lì in agguato: se i Garcia Boys sbagliano, loro sono pronti al sorpasso. Ma non è facile il cammino per la squadra di Conte. E’ vero che si è ritrovata dopo un inizio piuttosto balbettante, è vero che Pirlo (il sole attorno a cui tutto ruota) è tirato a lucido, è vero che pure Llorente si è sbloccato, però non si può dimenticare che gli impegni di Champions League peseranno parecchio sui muscoli dei bianconeri. La Juve deve conquistare la qualificazione e le prossime due sfide contro il Copenaghen e il Galatasaray (nell’inferno di Istanbul) sono decisive: Conte chiederà ai suoi di schiacciare sull’acceleratore, però è sempre complicato mantenere alta la concentrazione sia in campionato sia in coppa. Qualcosa, quando ci sono i doppi impegni, si lascia per strada. E mentre la Juve si spolmona in Europa, la Roma se ne sta tranquilla tranquilla a Trigoria ad allenarsi: un vantaggio mica da poco. Il 6 gennaio le due nemiche si troveranno di fronte, a Torino, e lì si vedrà chi ha digerito il panettone.

 

SE HAMSIK… Per il Napoli, bastonato dai bianconeri nell’ultimo turno prima della sosta, vale lo stesso discorso fatto per la squadra di Conte: oltre al campionato, c’è la Champions. Le sfide contro il Borussia Dortmund e l’Arsenal sono montagne da scalare: il rischio di lasciare sul campo qualche energia di troppo è concreto. Benitez dovrà utilizzare al massimo (e al meglio) la rosa: cioè, servirà un turnover ragionato ed equilibrato. In campionato il Napoli è a 4 punti dalla vetta, deve rincorrere e questo non è mai un vantaggio. Inoltre ha perso due degli scontri diretti finora disputati: contro la Roma e contro la Juve. L’impressione è che serva uno scatto, sia dal punto di vista fisico sia dal punto di vista tecnico, per ribadire le proprie ambizioni. E poi, siccome alla lunga sono sempre i giocatori a fare la differenza, serve il miglior Hamsik. Se Marekiaro tornerà ad alti livelli e si integrerà alla perfezione con Higuain, allora è possibile la doppia volata: in Italia e in Europa.

 

 

 

A CACCIA DI CONFERME  Osservando la classifica, per completare la rosa delle pretendenti allo scudetto, ci si deve occupare della Fiorentina e dell’Inter. I viola fanno vedere un bel calcio, divertono, mostrano interessanti soluzioni tattiche, però mancano ancora della necessaria continuità. E, soprattutto, per aspirare davvero a una poltrona nobile in zona Champions, hanno bisogno di subire meno gol. L’Inter, invece, sotto la guida di Mazzarri, sta procedendo sulla strada della normalizzazione: pochi fronzoli (e magari pochi momenti di spettacolo), ma tanta concretezza. I nerazzurri hanno perso una sola volta in questo campionato (in casa contro la Roma), hanno il miglior attacco della Seria A (29 reti realizzate), la difesa è abbastanza solida e non ci sono impegni infrasettimanali a guastare il lavoro di Mazzarri. Diciamo che esistono le condizioni per poter crescere ancora, a patto che l’arrivo di Thohir non alzi troppo il livello dell’entusiasmo e non si chieda a questa squadra di essere ciò che non è: l’Inter può lottare per un posto in Champions, magari infastidire chi si contenderà il titolo, ma difficilmente potrà inserirsi direttamente nella lotta.

 

 

 

RISALITA MILAN?  A 19 punti dalla vetta, guardando in basso, si scorge il Milan: una navicella che non ha ancora trovato la rotta, e chissà se la troverà… L’obbligo è quello di risalire la corrente, aggrappandosi a Balotelli e a Kakà. Ma i nomi, in un campionato strano ed equilibrato come quello attuale, non sono garanzia di successo. Al Milan servirebbe una struttura di gioco che da tempo non si vede. Ma in Champions, con la qualificazione, si può mettere una pezza a questa brutta prima parte di stagione. Di tenore completamente diverso, invece, la situazione del Verona che oggi si misura nel Derby del Pandoro con il Chievo. La formazione di Mandorlini è l’autentica sorpresa del campionato: 7 vittorie, 1 pareggio, 4 sconfitte, 22 gol fatti, 19 subiti. Per una neopromossa è davvero un ruolino da applausi. Lottare per l’Europa non era nei programmi all’inizio, ma se ci fosse la possibilità…

Fonte: Gasport

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