Rassegna Stampa

Via alle grandi manovre del calcio italiano

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 08-06-2015 - Ore 09:00

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Via alle grandi manovre del calcio italiano

IL TEMPO – GIUBILO –  Con la finale di Champions League si è chiusa la stagione. Ora solo mercato tra sogni e realtà in una calda estate. Juve in pole ma le romane possono diminuire il gap - Sarà una lunga estate. Calda, come è giusto e come personalmente apprezzo in modo particolare. Teoricamente dovrebbe andare in letargo, il calcio che ci ha regalato dieci mesi di passioni e di palpiti, umori distribuiti in modo non equanime, affascina la prospettiva di aprire, con meno labili ambizioni, la caccia alla Juventus, che la serata di Berlino ha confermato prima potenza italiana e perfino in grado di fronteggiare con dignità, e senza tremare, l'urto di quella che va ritenuta, attualmente, la squadra più forte del mondo. Rimpianti e orgoglio accompagnano in uguale misura l'approccio dei campioni d'Italia alla prossima stagione. Poco tempo da dedicare alle vacanze poi cominceranno i ritiri in quota, le dure fatiche per presentarsi ai nastri di partenza in una condizione che garantisca almeno la competitività, una volta accettata la dittatura, a livello nazionale, di chi si è messo in tasca, in modo perfino irridente, quattro scudetti a seguire.

Ma intanto reclama spazio, che non tutti ritengono esaltante, l'azzurro della Nazionale, che si giocherà il primato del suo girone, anche per eludere la rincorsa della Norvegia. Ma la Croazia, che ci attende venerdì a Spalato, sembra avere risorse tecniche superiori rispetto a quelle attuali di un'Italia stanca. Prima delle quali questi poveri figli dovranno sorbirsi anche la più inutile delle amichevoli, contro il Portogallo a Ginevra. Ma questo pretende l'avvicinamento a un Campionato d'Europa fin troppo affollato. Conte non potrà chiedere troppo ai suoi vecchi pupilli, gli juventni ai quali sarà difficile imporre motivazioni convinte.

La parentesi estiva, tutta in proiezione futura. Per il campionato, naturalmente, ma anche per l'iperattività che l'Europa pretenderà dalla nostra rappresentanza. Mentre la Juventus, che perderà Pirlo e che dovrà evitare la partenza di Tevez, si è già attrezzata alla grande, alle altre si prospetta un durissimo lavoro per rinvigorire gli organici. Ecco dunque he la Capitale è chiamata a rispondere a molti interrogativi, per onorare gli impegni europei con qualche velleità, respingendo il ruolo di comparse che ha offuscato la stagione scorsa. La Roma si è sottratta malamente a una presenza da protagonista, buttando al vento l'occasione di approdare almeno agli ottavi di finale. Sabatini non si è concesso pause di riflesssione, da tempo si sta muovendo su un mercato arricchito dal secondo posto in campionato e dall'approdo diretto alla Champions League, con un occhio alle pastoie del fair play finanziario con il quale Platini ha tentato di frenare l'ascesa delle potenze economiche dell'Asia. Ma il primo interogativo al quale Pallotta e soci dovranno dare una risposta riguarda il futuro di Garcia. Al tecnico è stata espressa fiducia, ma sul piano della comunicazione si sono aperte crepe profonde, perché i disagi della dirigenza di fronte ad esternazioni recenti sono gli stessi che giocatori importanti hanno fatto trapelare. La conferma di Nainggolan e Pjanic esigenza primaria, ma si attendono risposte dai medici per conoscere i tempi di ecupero di Strootman e quelli, più incerti, di Castan. Servono difensori esterni, un ceentrocampista di qualità, una punta che non sia un altro Doumbia.

La politica della Lazio sarà impostata sulla ricerca di giovani di talento che non impongano spese eccessive, finora questa linea ha pagato, Pioli è una garanzia. Promozione a tempo pieno per Cataldi, grazie a un finale di stagione di alto livello, si attendono le verdi promesse come Morrison. Ma intanto è stato blindato Felipe Anderson, inseguito da formazioni prestigiose, e questo rappresenta già un successo. Si sogna, per il preliminare di Champions, in un'urna benevola, o almeno non arcigna.

Dovranno tenere conto, le due romane, dei frenetici sforzi delle milanesi di riprendersi il ruolo di protagoniste malamente perduto. In soccorso delle ambizioni di Roberto Mancini e Mihajlovic arrivano i capitali asiatici, prima Tohir per il Biscione, poi i cinesi per Berlusconi. A questo punto è fin troppo chiaro che la schiera delle aspiranti alle posizioni di privilegio della classifica è destinata a dilatarsi in misura esponenziale. Vogliono restare in alto il Napoli e la Fiorentina. Sarri si mette in gioco a livelli ben diversi da quelli della felice avventura di Empoli, per i viola l'incognita dela panchina, dopo il congedo, tutt'altro che cordiale, di Vincenzo Montella, l'aeroplanino è diventato un bombardiere pesante.

 

Fonte: IL TEMPO – GIUBILO

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