Rassegna Stampa

Via libera al “Daspo” di gruppo

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 26-08-2014 - Ore 10:15

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Via libera al “Daspo” di gruppo

 A pochi giorni dall’avvio del campionato di Serie A (sabato con l’anticipo Chievo-Juventus) diventano operative le misure anti-violenza approvate a inizio agosto dal Consiglio dei ministri. Il decreto legge 119/14, varato su iniziativa del ministro dell’Interno Angelino Alfano, dopo la morte del tifoso napoletano Ciro Esposito, coinvolto a maggio negli incidenti di Roma prima della finale di Coppa Italia, è stato pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» 194 del 22 agosto (mentre oggi alle 11 alla Camera è stata convocata la seduta pubblica per incardinare il decreto che sarà assegnato alle commissioni Affari costituzionali e Giustizia).

Entrano dunque in vigore le norme dirette, in particolare, a inasprire le regole sul Daspo, il divieto di partecipazione alle manifestazioni sportive applicabile per una durata che può variare da uno a cinque anni. D’ora in avanti, il divieto potrà essere disposto dal questore (salvo convalida dell’autorità giudiziaria), non solo per i cosiddetti “reati da stadio”, ma anche contro “tifosi” denunciati o condannati per delitti contro l’ordine pubblico” o comunque legati a comportamenti violenti. Altra novità di rilievo riguarda la possibilità di punire con il Daspo interi gruppi di tifosi o illeciti commessi all’estero. Al capo del gruppo, in queste circostanze, dovrà essere assegnato un Daspo della durata minima di tre anni. In caso di recidiva, poi, la durata minima del Daspo viene portata a cinque anni e quella massima a otto. Ai “daspati” recidivi potrà applicarsi la misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, estendendo nei loro confronti una disciplina riservata finora agli indiziati di appartenere a organizzazioni di tipo mafioso o terroristico.

Il decreto Alfano punisce poi chi violerà le regole di utilizzazione dell’impianto sportivo con il Daspo da uno a tre anni. E potranno essere colpiti con il divieto di accesso i tifosi che introducano negli stadi non solo cartelli e striscioni, ma anche altre «scritte o immagini» che incitino alla violenza. Sono state aggravate anche le sanzioni per frode sportiva e calcio-scommesse che per il principio del favor rei tuttavia non potranno essere usate nei procedimenti penali in corso (in particolare a Cremona). I colpevoli di questi reati saranno passibili della reclusione da due a sei anni, mentre chi altera i risultati delle gare e dei concorsi pronostici in futuro potrà finire in carcere con una condanna fmo a nove anni. L’arresto differito in flagranza di reato (in presenza di immagini televisive) fmo a 48 ore, ora legato essenzialmente agli scontri verificatisi dentro e fuori dagli stadi, viene ammesso anche ai casi di istigazione alla discriminazione razziale, etnica e religiosa. Il ministro dell’Interno, con proprio provvedimento, potrà tenere fuori dagli stadi le tifoserie violente, con un divieto di trasferta, per un periodo massimo di due anni. Per spezzare i legami tra club e gruppi di tifosi violenti viene esteso il divieto (introdotto nel 2007 dal decreto Pisanu) di rapporti commerciali tra le società sportive e i destinatari di un Daspo, nonché di agevolazioni di qualsiasi genere nei confronti di questi ultimi.

Fonte: Il Sole 24 ore

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