Rassegna Stampa

Vince la verità, curve aperte

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 21-12-2013 - Ore 09:59

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Vince la verità, curve aperte

IL ROMANISTA (V. VERCILLO) - Curva Sud aperta domenica nella partita tra Roma e Catania. Lo ha deciso una ordinanza interlocutoria della Corte di giustizia della Federcalcio. Ma non solo: curve disponibili anche per la prossima gara interna dei giallorossi, quella contro il Genoa. Una vittoria per la Roma e soprattutto per i suoi tifosi, che si erano visti togliere il diritto di andare a sostenere la propria squadra dopo la sfida di campionato contro il Milan. Gara caratterizzata, a dire del giudice sportivo, da cori a sfondo razzista.

Non la pensa così la FIGC ha deciso di sospendere la decisione sul ricorso della Roma, in attesa di ulteriori approfondimenti. «Siamo stati puniti per episodi che non riteniamo essere avvenuti - il commento del dg Mauro Baldissoni, intervenuto a Sky -. In passato siamo stati piuttosto duri nel condannare manifestazioni di razzismo in cui erano coinvolti i nostri tifosi. In questo caso non crediamo sia successo, c’è stato un grande equivoco, peraltro neanche percepibile. Riguardo alla norma generale - ha aggiunto -, dobbiamo rilevare una certa incongruenza nella sua appilcazione. Ha senso quando si vuole punire un intero settore, quando non si può identificare chi lo ha fatto. Per quanto riguarda le trasferte, non ha alcun senso. Nei nostri dati forniti alla Corte Federale c’erano i nomi di 900 persone su 1500 che non risultano abbonate in alcun settore dell’Olimpico».

 

La prima sezione della Corte di giustizia afferma che «occorre acquisire elementi di maggiore dettaglio, anche dal punto di vista formale, in ordine alle notizie che il Procuratore Federale assume come "apprese dall’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive" e che fanno riferimento generico alla circostanza che i sostenitori della società Roma, posizionati nel settore ospiti in occasione della gara Milan-Roma del 16/12/13, assistono "normalmente" alle partite casalinghe nel settore oggetto di chiusura». Il tutto «anche alla luce delle deduzioni specifiche e dei dati forniti sul punto da parte ricorrente». Già nel primo pomeriggio, lasciando via Campania, Baldissoni era parso piuttosto ottimista sul buon esito del ricorso: «Abbiamo esposto le nostre ragioni, voi sapete la Roma ha sempre avuto posizioni dure sui comportamenti di stampo razzista che avvengono negli stadi. In questo caso riteniamo invece che ci sia stato un grosso equivoco, lo abbiamo manifestato e ne siamo convinti». «Abbiamo presentato i documenti alla Corte, sta a loro decidere se accettarli o meno. C’è una squalifica sospesa, che è quella a seguito di Roma-Napoli. Ora dovranno decidere se confermare la sanzione successiva a Milan-Roma oppure cancellarla, di conseguenza si tornerebbe in sospensione condizionale». La linea difensiva si è basata su quel coro che, effettivamente, non c’è stato, «ma non soltanto quello. Non abbiamo potuto ascoltare alcun tipo di coro razzista, non solo quello chiaramente equivocato a nostro avviso ma nemmeno i famosi ’buu’ e gli ululati. Da quello che abbiamo raccolto non abbiamo trovato alcuna evidenza di quello che era stato interpretato dalla Procura federale. Spetterà alla Corte decidere se acquisire o meno i nostri documenti».

Fonte: il romanista

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