Rassegna Stampa

Vincendo all’Olimpico Sinisa girerebbe a 31: il top degli ultimi 4 anni

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 08-01-2016 - Ore 08:15

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Vincendo all’Olimpico Sinisa girerebbe a 31: il top degli ultimi 4 anni

GAZZETTA DELLO SPORT - PASOTTO - Per migliorare il proprio lavoro gli allenatori hanno a disposizione dati molto specifici e specialistici, come quelli presi come esempio da Mihajlovic nel dopogara di mercoledì per spiegare che il Milan non è afflitto da problemi di tenuta atletica (questione nata dal fatto che ben il 73 per cento dei gol viene preso nel secondo tempo). Si tratta di parametri che in qualche modo vanno decriptati, vanno saputi «leggere», perché sono da mettere in relazione con le caratteristiche dei singoli giocatori, di squadra e degli avversari. Poi, però, esistono anche dati più semplici e di facile lettura. Assolutamente più banali, ma che comunque servono per tastare il polso di una squadra. I numeri nel calcio non sono scienza esatta, ma di solito un’idea verosimile la danno. 
GIRO DI BOA Ovviamente molte delle cifre rossonere sono piuttosto inquietanti. Ad esempio, se confrontiamo le prime diciotto partite in campionato degli ultimi cinque allenatori rossoneri, per Sinisa il piatto piange. Parliamo di 28 punti, con 8 vittorie, 4 pari e 6 sconfitte. Un abisso – ma anche un’altra rosa – rispetto ai 39 punti di Allegri (primo posto in classifica), ai 37 di Leonardo (seconda posizione) e meno pure dei 32 di Seedorf, che sul campo fece girare la squadra decisamente bene, ma pagò altri errori. Mihajlovic va meglio soltanto di Inzaghi, che un anno fa era inchiodato a quota 26, all’ottavo posto. Ma Sinisa ha anche la differenza reti peggiore di tutti: un piccolo +2, frutto di 24 gol fatti e 22 subiti, e in entrambi i casi si tratta di dati peggiori rispetto agli altri quattro colleghi (i 24 fatti sono a pari merito con Seedorf). Il discorso di fondo, poi, è sempre il solito: rispetto a Pippo, Miha ha potuto contare su una campagna acquisti dispendiosa, cosa che tutte le notti agita il sonno di Berlusconi. Il dato che conforta invece è che se il Milan vincesse domani a Roma (mettiamo nel conto qualche sorriso ironico, ma alzi la mano chi pensava che i rossoneri sbancassero l’Olimpico con la Lazio...), chiuderebbe l’andata a 31, ovvero la cifra migliore degli ultimi quattro anni, ma soprattutto – a giudicare dagli scorsi tornei – abbastanza in linea con le ambizioni da quinto posto se i rossoneri riuscissero a bissarla (e possibilmente migliorarla) nel girone di ritorno. 
POSSESSO PALLA Tornando al dopopartita col Bologna, Sinisa si è giustamente lamentato della scarsa vena dei suoi attaccanti. Qui l’allenatore non ha colpe, se davanti alla porta Bacca, Cerci e Niang svengono o fanno casino. I dati confermano ciò che l’allenatore sa già ed è evidente a tutti. Rispetto alle cinque squadre che li precedono in classifica, i rossoneri hanno la percentuale realizzativa peggiore: 12%, la Fiorentina è davanti a tutti col 18. I tiri nello specchio sono 77, a distanza siderale dai 106 del Napoli. Interessante anche qualche dato sulla fase di costruzione. Il Milan, ad esempio, in campo è mediamente più lungo (39,8 metri) rispetto a Juve (33,4), Napoli (34,4), Fiorentina (36,3), Inter (36,8) e Roma (37,6). E questo è qualcosa che non dovrebbe succedere in una squadra che poggia molto sulle ripartenze degli esterni. Anche per numero di passaggi effettuati i rossoneri vengono dietro le prime cinque. Anche perché il più delle volte il possesso palla in mediana è sterile. Manca qualcuno che accenda la miccia e dimostri coraggio: su questo Mihajlovic può senz’altro lavorarci su. 

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - PASOTTO

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