Rassegna Stampa

«Vinciamo, poi finisca pari a Torino»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 09-11-2013 - Ore 07:55

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«Vinciamo, poi finisca pari a Torino»

La corsa scudetto è ancora lunga e rinunciare allo sprinter Gervinho per la quarta volta consecutiva non farebbe impazzire di gioia Garcia, che spera di poterlo inserire last minute tra i convocati per il Sassuolo.

E poco importa se non si allena con la squadra da tre settimane. «Sta meglio, corre. Spero di averlo nel gruppo – ha spiegato il tecnico – se sarà con noi, per me non sarebbe un problema se andasse poi in nazionale. Ma se c’è un rischio dobbiamo valutarlo. Ho parlato con il ct della Costa d’Avorio e penso che la situazione sarà risolta con intelligenza. Avevo detto prima di Chievo e Torino che ci sarebbe stato e invece non c’era (ride, ndr), stavolta dico di no e magari ci sarà». La solita pre-tattica del francese, che potrebbe nascondere un fondo di verità: l’ok dello staff medico non è arrivato, ma il verdetto è rimandato a oggi.

 

Gervinho non vuole rinunciare né alla partita con la Roma, né a quella «fondamentale per andare in Brasile». Lo sa bene Garcia, che ha il compito di trovare la soluzione «per continuare la marcia in avanti. Perché la serie di vittorie è finita, ma la serie di risultati positivi è sempre d’attualità». L’idea è quella di riproporre lo strano tridente con Ljajic finto centravanti, Florenzi e Pjanic: «Con un avversario che fa tanta densità, può essere un vantaggio avere giocatori come Miralem che possono dare numeri al nostro gioco». Con Borriello sembra di snaturare un gioco costruito senza punti di riferimento: «Un centravanti ha bisogno che la squadra giochi così bene da far arrivare palloni in area. Possiamo migliorare».

 

Quel che più importa a Garcia è che i giocatori abbiano la rabbia addosso per il pari di Torino: «Abbiamo voglia di prendere punti». Sarà d’aiuto lo scontro tra Juventus e Napoli: «Spero in un pari». Magari senza polemiche. «La classifica senza errori arbitrali ci vede a +9 sulle seconde? Ah – ironizza Garcia – non sapevo l’aveste fatta. Non si può cambiare con quella vera. Scherzi a parte, mi piace anche quella attuale». Ci mancherebbe.

Fonte: Il Tempo

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