Rassegna Stampa

Violenza a Roma. Genny 'a carogna agli arresti domiciliari

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 23-09-2014 - Ore 07:55

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Violenza a Roma. Genny 'a carogna agli arresti domiciliari

Arrestato a Napoli su richiesta della procura della Repubblica di Roma Gennaro De Tommaso, detto Genny 'a carogna, nell'ambito dell'inchiesta sugli incidenti accaduti a Tor di Quinto e all'interno dello stadio il 3 maggio scorso in occasione della finale di Coppa Italia.

Insieme a Genny 'a carogna sono stati sottoposti all'obbligo di firma altri 4 ultrà del Napoli: Massimiliano Mantice, Mauro Alfieri, Genni Filacchione e Salvatore Lo Presti. Sono accusati a vario titolo di concorso in resistenza a pubblico ufficiale e violazione della normativa sulle competizioni sportive, in particolare «lancio di materiale pericoloso ed invasione di campo in occasione di manifestazioni sportive». Tre di loro sono stati riconosciuti attraverso le immagini delle telecamere e facevano parte del gruppo di 100 ultrà capeggiati da Genny 'a carogna che con felpe nere e fumogeni si erano radunati a Piazza Mazzini e lungo la strada verso lo stadio, scortati dalla polizia, lanciarono fumogeni contro gli agenti e le auto. Il quarto tifoso azzurro sottoposto ad obbligo di firma è un altro capo ultrà, Massimiliano Mantice, ed è accusato di scavalcamento della rete che delimita il campo di gioco dagli spalti.

Mantice, 44 anni, leader della Curva B, secondo gli investigatori non avrebbe fatto parte del gruppo dei 100 ultrà che rispondeva agli ordini di Genny 'a Carogna e individuato a Piazza Mazzini. Mantice, hanno appurato le indagini, arrivò in un secondo momento a Tor di Quinto, subito dopo il ferimento di Ciro Esposito e fu uno di quelli che si avvicinò per soccorrerlo.

In particolare l'ordinanza fa riferimento a «condotte criminose» che hanno caratterizzato il pre-partita del 3 maggio della finale di Coppa Italia Fiorentina-Napoli, sia all'esterno dello stadio con alcuni episodi di resistenza nei confronti di agenti delle forze dell'ordine da parte di un gruppo di circa 100 ultras capeggiato da De Tommaso, che all'interno dello stadio.

Genny 'a carogna è stato posto ai domiciliari. Gennaro Di Tommaso viene considerato dalla Digos di Roma «leader e istigatore delle violenze» che si sono verificate alcune ore prima della finale di Coppa Italia quando un gruppo di un centinaio di napoletani si concentrò in piazza Mazzini con fumogeni e petardi nell'intenzione, secondo l'accusa, di tendere agguati a tifosi della Fiorentina. 

Nel pre-partita, oltre ai disordini a cui fa riferimento l'ordinanza ci furono episodi di violenza nei pressi di Tor Di Quinto che portarono al ferimento del tifoso del Napoli Ciro Esposito, che morì dopo settimane di agonia. Per la morte di Esposito è accusato l'ultrà giallorosso Daniele De Santis.

La vicenda. Si chiama Gennaro De Tommaso, ma è ormai celebre in Italia come Genny à carogna, dopo la finale di Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli dello scorso 3 maggio. È lui uno dei cinque ultrà partenopei arrestati oggi dalla Digos. Il suo nome è divenuto celebre per la presunta trattativa andata in scena quella sera all'Olimpico, prima dell'inizio della finale di Coppa Italia, tra dirigenti, forze dell'ordine e curva azzurra, inizialmente contraria a giocare dopo la notizia del ferimento di Ciro Esposito.

De Gennaro fu immortalato dalle telecamere a cavalcioni su una rete che separa il campo di gioco dai tifosi mentre parlava con le forze dell'ordine e col capitano del Napoli Marek Hamsik, episodio che suscitò molte polemiche. In quell'occasione Genny aveva indosso una maglietta con su scritto "Speziale libero".


«Istigazione alla violenza»
A Genny 'a Carogna è stata contestata anche l'istigazione alla violenza nei confronti delle forze dell'ordine perché il 3 maggio scorso indossava la maglietta Speziale Libero. In particolare per Gennaro De Tommaso, 38 anni, che oggi è finito agli arresti domiciliari si fa riferimento all'articolo 2 bis della legge 41/2007 ovvero «divieto di striscioni e cartelloni incitanti alla violenza o recanti ingiurie o minacce».

Fonte: ilmattino

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