Rassegna Stampa

VULPIS sui diritti tv ed il caso Gazzabet: "Il conflitto d'interesse tipico dell'Italia"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 02-03-2014 - Ore 21:23

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VULPIS sui diritti tv ed il caso Gazzabet:

L'intervista su Calciomercato.com a firma di Davide Russo de Cerame, sui temi dei diritti tv e dei conflitti di interessi anche nel settore calcio. 
Lo scorso 4 ottobre il sito sporteconomy.it ha deciso di riprendere una questione molto delicata, trascurata dalla maggior parte dei media, e trattata nello specifico da Blogo.it: quella dell'ingresso di John Elkann nel board di SKY.

CONFLITTO D'INTERESSI - Il numero uno di FIAT, a partire dal mese di maggio dello scorso anno, è entrato di diritto, con un ruolo operativo, anche nel board della nuova News Corp, ovvero il gruppo che controlla SKY. E' quantomeno singolare che l'amministratore delegato della Exor (la holding principale azionista della Juventus) abbia un ruolo anche nel mondo SKY, leader nel settore della pay tv digitale. 
Il conflitto è pubblico eppure tutti fanno finta di nulla.

Calciomercato.com, per approfondire la vicenda, ha intervistato in esclusiva Marcel Vulpis, giornalista professionista specializzato in economia e politica dello sport, editore e fondatore dell'agenzia stampa Sporteconomy (www.sporteconomy.it).

In merito al palese conflitto d'interessi che vede protagonista John Elkann, cosa si può dire considerando il fatto che la vicenda è sotto gli occhi di tutti e che non viene preso alcun tipo di provvedimento?
"Il conflitto d'interessi purtroppo è diventato qualcosa di tipico in Italia. Bisogna capire se davvero c'è la volontà di vedere se esiste o meno: nel momento in cui si ravvisa una situazione simile dovrebbe essere lo stesso soggetto coinvolto ad avere un approccio proattivo al punto da dire 'd'ora in poi cercherò di risolvere il problema'. Visto che questo non si verifica la vicenda diventa un problema".

Eppure non si tratta dell'unico caso di un palese conflitto d'interessi nel mondo del calcio...
"Esattamente. Prendete Diego Della Valle, patron della Fiorentina, e Andrea Agnelli, presidente della Juventus: entrambi rivestono una posizione importante all'interno di RCS e sono soci di Gazzabet, agenzia di scommesse sportive online del medesimo gruppo. Nonostante sia risaputo come dal punto di vista etico nessun tesserato di una società di calcio dovrebbe scommettere, i due interessati fanno leva del vuoto normativo, ovvero dell'assenza di una norma che vieti loro di avere interessi nel settore del betting".

In presenza di una simile situazione perchè tutti fanno finta di niente? Non potrebbe esserci una soluzione alternativa?
"Nel momento in cui scoppia il caso dovrebbe essere lo stesso soggetto interessato a dimettersi, considerando il fatto che da una simile situazione trarne guadagno è praticamente scontato; eppure non appena si fa appello al vuoto normativo tutto torna alla normalità: è inconcepibile se pensiamo che Della Valle e Agnelli potrebbero tranquillamente scommettere sulle proprie società. Basterebbe anche solo mettere un altro dirigente in quel ruolo: è una questione etica ma questa parola fa rima con inopportunità ed è questo il caso".

Altra considerazione che può essere fatta è quella dell'inferiorità qualitativa del nostro management rispetto ad altri paesi europei.
"Assolutamente sì: le assemblee di Lega in Italia terminano quasi sempre con litigi ed urla; basta vedere invece ciò che avviene in Inghilterra: due mondi diametralmente opposti dal punto di vista qualitativo. La verità è anche un'altra: al giorno d'oggi i media purtroppo non hanno più alcun peso".

Fonte: sporteconomy.it

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