Rassegna Stampa

Wyscout fa affari con il calcio

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 09-08-2013 - Ore 20:15

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Wyscout fa affari con il calcio

Fanno i soldi con il calcio. Sono Matteo Campodonico e il socio Simone Falzetti, fondatori di Wyscout, la prima piattaforma online italiana di scouting calcistico. Si tratta di un database sul sito wyscout.it con un patrimonio di filmati e informazioni su 220 mila giocatori e la possibilità di visualizzare in streaming le azioni ed effettuare il tagging delle immagini. Con Wyscout i procuratori possono farsi da soli i dvd e poi girare il link video al dirigente, mostrando e archiviando, per esempio, solo i colpi di testa o i gol o gli stop di palla o gli assist del possibile acquisto di turno.

Le immagini arrivano direttamente dalle riprese televisive mediante accordi con le federazioni: l'ultimo in ordine di tempo, di pochi giorni fa, è quello con la Lega Calcio italiana per le serie A, B e Lega Pro. I club iscritti al servizio di Wyscout sono oltre 400 nel mondo e 130 sono i procuratori. Fra i clienti eccellenti ci sono Barcellona, Manchester City, Arsenal, Liverpool e tutta la serie A italiana. «L'idea parte nel 2004 quando ci siamo accorti che il mondo del calcio aveva una falla, quella del supporto tecnico delle immagini dei giocatori. Allora le società andavano avanti con le videocassette che però riportavano le partite, non i profili dei singoli calciatori», spiega Matteo Campodonico, 37 anni, fondatore e ceo di Wyscout. Per i primi tre anni è stato quasi un hobby: i due soci elaborano vhs e li forniscono ad allenatori e dirigenti. Uno che li aiuta parecchio è Serse Cosmi, all'epoca allenatore del Genoa, poi all'Udinese. «E stato lui a farci avere i primi contatti con le società. Ci siamo accorti subito che c'era uno spazio immenso nel processo di ricerca dei giocatori», sottolinea Campodonico.

Poi, nel 2007, arriva l'epoca di youtube, ma la gestione dei video su intemet si rivela ancora troppo complessa. Così nasce l'idea di creare un super-archivio online dove qualsiasi squadra possa andarsi a vedere i giocatori che interessano. Il problema è la mancanza di denaro. Racconta Campodonico: «All'inizio, nel 2004, siamo partiti investendo 1.500 euro con cui abbiamo comprato una telecamera e un cavalletto. Per fortuna, nel 2007 abbiamo trovato il business angel che ci ha salvati». Il salvatore è Antonio Gozzi, amministratore delegato di Duferco, che crede nell'idea e la finanzia con 300 mila euro e l'acquisto di alcune quote della neonata società. Campodonico lascia il proprio impiego in banca e si dedica anima e corpo a Wyscout creando in Liguria, a Chiavari, questo piccolo gigante che oggi mostra un giro d'affari di 4,2 milioni, dopo una chiusura 2012 da poco più di 2 milioni.

Oggi Wyscout, con i 75 dipendenti sparsi tra l'Italia e la struttura operativa in Bulgaria, è il database calcistico più grande del mondo, ha 220 mila giocatori schedati e gestisce 800 partite a settimana in tutto il mondo, coprendo più di 80 Paesi. «Preferiamo non avere un numero elevato di clienti che pagano tanto ma tanti che pagano meno, nella convinzione che le nostre tariffe non siano elevatissime per il mondo del calcio». In media abbonarsi a Wyscout costa dai 150 euro al mese per i procuratori ai 2.000 al mese per i grandi club: l' 80% del fatturato arriva dall'estero.«Organizziamo due volte l'anno il Wyscout Forum, una specie di pre calciomercato in cui facciamo incontrare procuratori e club», racconta il ceo. «Il prossimo lo faremo a Wembley, a Londra, ospiti dell'Arsenal».

Dietro l'angolo c'è anche lo studio di app da fornire ai giocatori per poter studiare l'avversario di domenica in domenica e sbarcare nel mercato Usa, mettendo la tecnologia Wyscout a disposizione di altri sport come baseball, basket o football. E per i tifosi? «Stiamo studiando», spiega Campodonico,«una tecnologia nuova che, regolamentando l'uso delle immagini, possa dare ai tifosi quello che hanno in mano oggi i direttori sportivi. Vorremmo arrivare a fornire loro l'enciclopedia video del calcio italiano».

Fonte: Milano Finanza

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