Rassegna Stampa

Zamparini: “I miei hanno fatto un miracolo. La Roma era stanca e distratta”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 31-03-2013 - Ore 18:02

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Zamparini: “I miei hanno fatto un miracolo. La Roma era stanca e distratta”

Nel corso della mattinata, il presidente del Palermo Maurizio Zamparini è intervenuto ai microfoni di Radio Radio.Il numero uno del club rosanero è tornato sulla brillante prestazione della squadra di Sannino, vittoriosa per 2-0 sulla Roma. Ecco alcuni estratti dell’intervista:

Una gara molto importante, quella del Palermo…
E’ successo il miracolo. Però io lo avevo detto al mio direttore sportivo: conoscendo Roma, godereccia quando ci sono le feste, le distrazioni saranno all’ordine del giorno. E la Pasqua ce li farà trovare alla nostra portata. Noi abbiamo fatto una buona partita ma la Roma non era quella di 15 giorni fa”.

Forse la Roma è stata distratta anche per festeggiare il ventennale di Totti?
“Un pò tutto. Roma è godereccia. Per cui io ci speravo che arrivassero un pò scarichi dalle feste che avevano avuto. L’interruzione di campionato, i giocatori che vanno in giro per le nazionali e una mancanza di concentrazione continua hanno influito molto”.

La Roma non c’era, però c’era un Palermo mai visto…
“No. Era il Palermo con la voglia di fare bene. Noi quest’anno abbiamo avuto davvero un’annata maledetta, perchè non è una squadra da quelle posizioni di classifica li’. Ieri lo abbiamo dimostrato. E’ una squadra che va sicuramente aggiustata a fine anno. Però ieri abbiamo acceso la luce e c’è un filino di speranza ancora. Speriamo”.

A questo punto sembra essere tutto in gioco…
“Si’ certamente. Adesso noi abbiamo la possibilità che fino a 10 giorni fa non avevamo”.

C’entra qualcosa il raddoppio premio-salvezza?
“No, no. C’entra Sannino. Il premio non coincide con la prestazione. Il fatto è che la squadra ha messo in campo la concentrazione necessaria, però ripeto che la Roma che avevo visto 15 giorni fa non era la stessa Roma di ieri. Come velocità, come freschezza, come fraseggio. Era una Roma lenta ed impacciata che ci ha lasciato giocare”.

Ha senso rimpiangere Zeman?
“Ma no. Non direi. Non ha nessun senso. E’ chiaro che la Roma l’anno prossimo prenderà una guida autorevole per la squadra. Zeman ha avuto la possibilità di fargli fare benissimo, ma è sempre Zeman. Il boemo fa giocare bene la squadra, però poi ci sono alcune incongruenze. Il problema è il solito fondamentalismo zemaniano”.

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