Rassegna Stampa

«All’Italia serve Verratti Marco leader in fretta»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 09-02-2016 - Ore 07:40

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«All’Italia serve Verratti Marco leader in fretta»

GAZZETTA DELLO SPORT - GRANDESSO - Manca un passo. Ma è quello più importante. E a chiedergli di farlo è proprio Antonio Conte, c.t. di una Nazionale da affidare a quel talento naturale che sgorga da una passione innata per il gioco. Tocca però a Marco Verratti farsi avanti e prendersi definitivamente l’Italia: «Non si può più aspettare - dice Conte ai microfoni di Canal Plus - questa Nazionale ha bisogno che Marco se ne assuma la leadership». E, verrebbe da dire, raccogliendo l’eredità di Andrea Pirlo. Conte si espone facendo il punto su un Europeo dove l’Italia sfiderà avversari ostici come la Svezia di Ibrahimovic, o favoriti, come il Belgio di Hazard, oltre che l’Irlanda. Un torneo alle porte che il talento del Paris Saint Germain giocherà in casa, ma con il dovere di fare la differenza per far sognare la sua vera patria. 

TOP Di sicuro Verratti non si tirerà indietro, accogliendo l’invito di Conte con la stessa spensierata determinazione con cui si è preso il Psg, dove è considerato irrinunciabile. Lo si è capito di più in queste ultime settimane in cui un’infiammazione ossea del pube lo ha costretto a fermarsi. I campioni di Francia, pur continuando a umiliare gli avversari, hanno perso la tipica lucidità espressiva. Quella costruita anche sulle giocate del ragazzo di Manoppello arrivato a Parigi dalla B italiana, nel 2012, sotto l’ala protettiva iniziale di Ancelotti e la tutela tecnica di Thiago Motta. In 4 stagioni, Verratti ha imparato a vivere da top player, allenandosi con Ibrahimovic e Thiago Silva, e andando sempre in campo, in campionato e in Champions. Come forse non sarebbe mai accaduto in Italia. 

LEADER La lontananza dall’Italia però gli ha forse negato un riconoscimento più celere delle doti di fuoriclasse in divenire. O forse Conte ha optato per una gestione di merito, come con Sirigu che nonostante sia ormai panchinaro al Psg non scarica: «E’ importante per il gruppo, spero giochi a sufficienza per giustificare la chiamata». Verratti è diventato indispensabile sudandosi ogni minuto di gioco, in una zona pensata a misura di Pirlo. Ma il c.t. sembra deciso a confermarlo in un centrocampo a due con Marchisio, nell’abituale 4-4-2, da mezzala in quello a tre, o da interno nella linea a cinque. Opzioni possibili con un giocatore che Conte promuove: «Verratti ha grandi prospettive. E’ importante continui con volontà e passione. Quando lo vedi giocare, capisci che si diverte e ci mette molta passione. Deve fare progressi. Tecnicamente era già eccelso, ma è cresciuto fisicamente, ha grande personalità. Ora deve prendersi la leadership». 

RINNOVO Il Psg se lo tiene stretto. A Parigi c’è aria di annuncio di rinnovo, in vista dell’ottavo di finale di Champions, contro il Chelsea, martedì. Verratti, atteso al rientro, dovrebbe prolungare fino al 2020, con uno scatto automatico da giugno al 2021, e un ingaggio da 5 milioni netti, a salire facile a 6 con i bonus. E dire che nel 2012 partiva da 800mila euro. Ma Verratti a 23 anni è cresciuto in fretta. Anche in azzurro. 

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - GRANDESSO

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