Rassegna Stampa

«Giochi 2024, un indotto da 4 miliardi»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 06-04-2016 - Ore 07:35

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«Giochi 2024, un indotto da 4 miliardi»

CORRIERE DELLA SERA - SANTARPIA - Un’occasione unica per programmare il futuro della città per i prossimi 30-40 anni, attirare un indotto di 4 miliardi e completare o risistemare le grandi opere abbandonate, come Tor Vergata e lo stadio Flaminio. Giampaolo Letta, vice presidente di Unindustria con delega al Giubileo e alle Olimpiadi, negli studi di #Corrierelive con Alessandra Arachi, Flavio Haver e Tommaso Labate, ha esplorato ieri pro e contro della candidatura di Roma all’Olimpiade del 2024.

A partire dall’atteggiamento dei romani, che, secondo lui, è «molto meno rinunciatario di quanto pensiamo». «Credo che i romani - dice Letta - abbiano voglia di dimostrare».

Dunque, portare la fiaccola olimpica a Roma non è «una sfida impossibile». C’è il supporto del governo, sottolinea Letta. Ci sono già molti impianti. E ci sono studi che dimostrano quali e quanti benefici potrebbe averne la città. «Un investimento aggiuntivo sul territorio per circa 4 miliardi di euro, una crescita del potere d’acquisto dei cittadini e una crescita del benessere», sottolinea Letta.

I critici protestano che a Roma ci sono altre priorità: come le buche. «Ma in realtà tante opere non sarebbero state fatte se non ci fossero stati grandi eventi in Italia. Pensiamo all’Expo, che ha migliorato Milano. O a Torino 2006, un evento che ha cambiato Torino e i torinesi». Nella capitale, secondo Letta, si potrebbe mettere mano all’«opera incompiuta» di Tor Vergata, creando proprio in quella zona il villaggio olimpico per ospitare 17 mila atleti: strutture che poi rimarrebbero all’università e al Policlinico. Un’altra opera che potrebbe essere valorizzata è lo stadio Flaminio, «che è una vergogna della città. Una bellissima struttura su progetto dell’architetto Nervi, ma in totale abbandono. Nel caso dell’assegnazione delle Olimpiadi potrebbe tornare a vivere».

Anche per il quadrante sudovest-Fiera di Roma potrebbe essere un’occasione di ristrutturazione e riqualificazione: «Sappiamo tutti in che stato versa». Ovviamente, attorno a questi impianti, si potrebbero affiancare «opere di viabilità e trasporti, lavorando sui quadranti Tor Vergata-Magliana-Fiumicino» e migliorando quindi quel versante mobilità che è uno dei punti critici della città. Purché si eviti di fare le cose «di fretta e male», dando spazio a malaffare e corruzione. «Il segreto - dice Letta- è programmare con anticipo, in trasparenza e rispettando i tempi».

Fonte: CORRIERE DELLA SERA - SANTARPIA

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