Rassegna Stampa

«Lavoro per aiutare la Sud ma non dipende da me»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 16-10-2015 - Ore 06:44

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«Lavoro per aiutare la Sud ma non dipende da me»

CORRIERE DELLA SERA - PIACENTINI - Quando ha deciso di confrontarsi su Facebook con i tifosi romanisti, James Pallotta non poteva non sapere che la maggior parte delle domande avrebbero riguardato la «questione Curva Sud». L’occasione, così, è servita per chiarire alcuni punti nel rapporto tra la proprietà americana e la parte più calda del tifo giallorosso. 
«La Sud - sono le parole del presidente - è il cuore e l’anima di Roma. Nel nuovo stadio avrà una sezione propria per 14.000 tifosi, ma noi non siamo i proprietari dell’Olimpico e non prendiamo nessuna decisione sulla sicurezza, anche se stiamo avendo discussioni con la polizia in merito alle modifiche che sono state apportate». 
Il punto è la divisione in due del settore, che ha portato a uno sciopero del tifo che toccherà il suo punto più alto nel derby. «Mi dispiacerebbe molto se i tifosi non fossero presenti. Credo che ci sia una possibilità che io possa sedermi da solo in curva Sud con una bandiera e un cartello. Io supporto al 100% la Sud, ma non sosterrò mai chi causa problemi agli altri tifosi e alla squadra: non so perché è stato così frainteso quello che volevo dire, ma non sono sicuro di poter fare ciò che tutti pensano, perché la situazione non è sotto il mio controllo. Ci tengo, però, a ribadire che non mi sono mai seduto con il Coni e con il Prefetto prima della decisione e che non l’ho mai approvata. È frustrante che i tifosi pensino che non abbiamo lavorato dietro le quinte per rimediare. L’obiettivo della Polizia non è distruggere la curva Sud, ma renderla più sicura: hanno chiesto scale e cancelli di sicurezza per essere liberi, non vogliono razzi e bombe ma vanno bene canti e bandiere». A un tifoso che si firma come uno dei fucking idiots, Pallotta replica: «È bello poter conoscere uno di quei dieci fottuti idioti che credevo stessero danneggiando la maggioranza. Giuro sulla tomba di mio padre che stiamo lavorando per aiutarvi. Cari saluti dal fucking president». 
Se la presa di posizione di Pallotta avrà degli effetti lo si scoprirà contro l’Empoli, gara importante nella corsa scudetto: «Tre anni fa, quando sono diventato presidente, ho parlato di un piano di cinque anni. Abbiamo iniziato con le nostre modifiche soltanto due anni e mezzo e fa, abbiamo raggiunto la Champions per due volte e costruito una squadra che è più che sufficiente per vincere lo scudetto. Continuiamo ad investire per costruire squadre di un certo calibro per il futuro. Florenzi? Non c’è discussione, abbiamo voluto che rimanesse a Roma per sempre come De Rossi e Totti, che avrà un ruolo importante nel club. Come Strootman, al quale abbiamo rinnovato il contratto (ma la firma non c’è ancora, n.d.r.)». 
Altro tema caldo è quello del nuovo stadio: «Con le dimissioni del sindaco Marino non è cambiato niente: il progetto è stato già approvato dal Comune. Il mese prossimo presenteremo altri fascicoli in Regione e ci aspettiamo novità in primavera. Io sindaco? È più facile che fare il presidente della Roma». 

Fonte: CORRIERE DELLA SERA - PIACENTINI

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