Rassegna Stampa

«Totti pagava in nero i vigili: il figlio rischiava il rapimento»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 10-11-2015 - Ore 07:45

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«Totti pagava in nero i vigili: il figlio rischiava il rapimento»

GAZZETTA DELLO SPORT - STOPPINI - Funziona così: che Totti punti al rientro in grande stile al Camp Nou interessa il giusto, nel giorno in cui il nome del capitano della Roma torna d’attualità nell’inchiesta Mafia Capitale. Tirato fuori da Luca Odevaine, l’ex vice capo di Gabinetto ai tempi del sindaco Walter Veltroni ora imputato, che nell’interrogatorio tenuto in carcere il 15 ottobre ha raccontato di un tentativo di rapimento del figlio di Totti, Cristian, e del pagamento in nero da parte del calciatore di alcuni vigili urbani, a mo’ di scorta per il piccolo. 
Il fatto Inedito non è il fatto in sé — lo raccontò già l’altro imputato Salvatore Buzzi ad agosto —, lo sono piuttosto i particolari della vicenda. Ad esempio la notizia di un possibile rapimento di Cristian Totti, che ha compiuto 10 anni la scorsa settimana. Siamo a cavallo tra il 2008 e il 2010, a Trigoria Totti viene a conoscenza della voce riguardante il figlio e sporge regolare denuncia ai Carabinieri. Il resto è nelle parole di Odevaine: «Un giorno Vito Scala (preparatore atletico di Totti, ndr) venne a parlarmi e mi disse che un ultrà della Roma, appena uscito dal carcere, era andato a dirgli che gli avevano offerto 50 mila euro per rapire il figlio di Totti. Mi chiese di verificare la cosa. Lo feci con l’allora comandante dei Carabinieri Luongo, col sindaco di Roma (all’epoca Alemanno, ndr ) e col Questore Cavaliere. Luongo, tenuto conto della natura della cosa (il tentativo rapimento fu ritenuto solo una voce, ndr ), convenne con me che non sarebbe stato il caso di investire il comitato per la sicurezza. Così la scelta cadde su alcuni vigili vicini alla pensione, che hanno svolto un ruolo di vigilanza fuori dall’orario di lavoro. Li pagava direttamente Totti: lui dava i soldi a me con un assegno tutti i mesi, poi io li davo a loro». 
Con Coppi Non è la prima volta che il nome di Totti finisce nell’inchiesta di Mafia Capitale. Del capitano della Roma, infatti, si era parlato anche in occasione dei locali affittati al Comune di Roma da una società immobiliare collegata al calciatore giallorosso. Che in questa vicenda, come accade da sempre in tutte le vicende legali extrasportive, si è affidato all’avvocato Franco Coppi. Le vicende del campo, invece, raccontano di un Totti in via di miglioramento dall’infortunio: questo ha certificato la visita effettuata ieri. Nei prossimi giorni il capitano tornerà a correre in campo: difficile rivederlo a disposizione di Garcia già a Bologna, c’è una buona possibilità per un rientro in tempo per la sfida di Champions League con il Barcellona. Non fosse stato per Mafia Capitale, la giornata sarebbe stata positiva. 

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - STOPPINI

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