Rassegna Stampa

È l’Italia di Bernardeschi «Sì, è la nostra stellina»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 13-10-2015 - Ore 08:42

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È l’Italia di Bernardeschi «Sì, è la nostra stellina»

GAZZETTA DELLO SPORT - D'ANGELO - Quando nell’estate 2011 poteva lasciare Firenze per Manchester, sponda United, Federico Bernardeschi aveva appena diciassette anni, ma già un futuro da predestinato. Era il talento più puro delle giovanili della Fiorentina, che riuscì a non perderlo grazie all’intervento provvidenziale di mamma e papà: «Prima finisci la scuola in Italia, poi ne riparliamo». L’Italia Under 21 quell’estate fu costretta a un compito piuttosto inusuale: guardare l’Europeo dalla tv, per l’eliminazione ai playoff dalla Bielorussia. Chissà se un giocatore alla Bernardeschi avrebbe cambiato le sorti della squadra di Casiraghi. Di sicuro oggi invece se lo gode Gigi Di Biagio, consapevole che senza Berardi la sua Under non può prescindere dall’estro del numero dieci della Fiorentina. Che finalmente – e forse anche un po’ a sorpresa – sta giocando con continuità nella formazione che guida la Serie A. Così, per preservargli un po’ di energie e averlo più lucido negli ultimi 25 metri, contro l’Irlanda Di Biagio potrebbe affiancarlo a una punta di peso, chiedendogli meno sacrificio in fase di non possesso, ma solo un’azione di disturbo sul playmaker avversario. «Federico è la nostra stellina – ammette Di Biagio -. Ci lamentiamo spesso che i nostri giovani giocano poco, ma qui per fortuna c’è un problema inverso. Bernardeschi è venuto qui dopo aver giocato tante partite ravvicinate e non ha mai recuperato del tutto. Ma sono contento di quello che sta facendo, anche se forse non è al top. È normale che io pretenda sempre qualcosa in più da lui, come lui sa che deve dare qualcosa di più degli altri». 
AVVERSARIO SCORBUTICO Concetto chiaro, come sembra chiara la rinuncia al doppio centravanti. Monachello e Cerri si contenderanno una maglia accanto a Bernardeschi: «L’Irlanda è cresciuta molto da quando ha cambiato modulo, passando dal 4-4-2 al 4-1-4-1 – sottolinea Di Biagio -. Contro un sistema così, potremmo andare in difficoltà con due centravanti». In palio c’è il primo posto del girone. L’Irlanda è a punteggio pieno come l’Italia, e come gli azzurri non ha subito gol. Però ha giocato una gare in più, anche se con avversari comunque inferiori: «Mi auguro che l’Irlanda possa perdere lo zero nella casella dei gol subiti – sorride il c.t. -. Per noi è un vantaggio affrontare i primi. Troppe volte in passato abbiamo sbagliato approccio con squadre dietro di noi. Le nostre nazionali hanno sempre faticato con l’Irlanda, squadra scorbutica e più aggressiva della Slovenia. E ha due esterni molto forti tecnicamente». 
DUBBI L’abito dell’Italia sarà ancora il 4-4-2. Difficilmente Di Biagio cambierà in difesa. Parigini è il favorito per sostituire l’infortunato Benassi, mentre in mezzo al campo Mandragora e Verre si contendono una maglia accanto a Cataldi. Il rebus resta il centravanti. Possibile rinunciare a Monachello dopo la doppietta ammazza Slovenia? «Gaetano ha fatto molto bene anche grazie al lavoro di Cerri, Bernardeschi e Boateng», ha ripetuto ieri il c.t., che come noto si fida molto delle sensazioni dell’ultimo minuto. Sceglierà uno tra Cerri e Monachello, ma la certezza resta Bernardeschi. E non è poco. 

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - D'ANGELO

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