Rassegna Stampa

È tra i nominati per il «puskas award» Florenzi studia da Dani Alves «È il mio modello»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 24-11-2015 - Ore 08:02

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È tra i nominati per il «puskas award» Florenzi studia da Dani Alves «È il mio modello»

GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - È passato un secolo meno un giorno. Il 25 novembre di cento anni fa, infatti, Albert Einstein presentò all’Accademia della Scienza prussiana la teoria generale della Relatività, cambiando di fatto la nostra concezione dell’universo. Da quel momento spazio e tempo non hanno avuto più lo stesso valore. A pensarci bene, più o meno quanto è successo il 16 settembre scorso, quando spazio e tempo, ad un certo punto, hanno perduto i loro classici riferimenti. Era il minuto 31 della partita quando quel pallone calciato da Alessandro Florenzi cominciò a viaggiare verso la porta difesa da Ter Stegen. I quasi 56 metri che la sfera percorse durarono un lampo ma, per chi era allo stadio quella sera, potrebbe essere passata anche una vita intera. Abbastanza perché il centrocampista della Roma avesse il tempo di rivedere la sua esistenza parallela di ristoratore felice nel locale di famiglia se il calcio — come qualcuno gli aveva pronosticato — non fosse dovuto essere il suo futuro per «mancanza di un fisico inadeguato». 
BUONO E CATTIVO E così la rete di Florenzi «l’inadeguato» è diventata uno sport per tutto il calcio, tanto da essere scelto dalla Fifa per concorrere al «Puskas Awards» come gol più bello della stagione. «Spero che i tifosi a cui è piaciuto il gol mi votino – dice Alessandro a «Marca» in edicola oggi – ma è già un orgoglio per me essere in corsa». E se il prodigio dell’andata ha santificato Florenzi, a essere proiettato sulla pagina nera del match quel giorno è toccato a Radja Nainggolan. Motivo semplice: un suo ruvido intervento su Rafinha ha provocato la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio della gamba destra del brasiliano, che ha chiuso così già in netto anticipo la sua stagione. Tutto questo ha provocato una sorta di processo sommario per il centrocampista della nazionale belga, per cui addirittura alcuni media spagnoli – ricordando i falli più duri avvenuti nella sua carriera – hanno chiesto una squalifica d’ufficio da parte della Uefa, visto che il giallorosso in quella circostanza fu soltanto ammonito. 
SIRENE Insomma, difficile supporre che i pur bulimici catalani possano a breve fare la corte a Radja Nainggolan, mentre invece il nome di Florenzi è stato accostato spesso a quello del club blaugrana, così tanto che il d.s. della Roma Walter Sabatini pochi giorni fa si è spinto fino a definire il giallorosso «anche più forte di Dani Alves». «Per me è un modello, mi piacerebbe emularlo — aggiunge Florenzi — perché tante volte assomiglia ad un attaccante anche se parte dalla fascia. Il Barcellona? È un onore essere accostati a un club del genere, significa che sto lavorando bene, ma ora vivo giorno per giorno pensando solo alla Roma. Vincere lo scudetto sarebbe fondamentale per noi. Siamo diverse squadre in pochi punti ma l’avversario più difficile per me è il Napoli, che ha un ottimo allenatore e grandi attaccanti. In Champions, contro la squadra di Luis Enrique sarà una partita difficilissima. Loro sono tutti formidabili, ma soprattutto quei tre in attacco fanno la differenza». Su questo fronte Dani Alves ieri è stato cortese con Florenzi. «Lui mio erede? Possibile, ma siamo già in tanti. È un grandissimo giocatore, ha un’enorme qualità. Ha un piede eccellente, è un giocatore da tenere sott’occhio. Ed è anche migliorato tanto». A proposito di migliorare, la lezione che ha avuto Florenzi per far volare i palloni e restare contemporaneamente coi piedi per terra l’ha svelata il padre dopo lo straordinario gol dell’andata. «Cosa gli ho detto? Quello che gli dico sempre: “Somaro”». E chissà che allora non sia proprio questo il segreto «einsteniano» per diventare davvero grandi. 

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI

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