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Ma quel 5 ottobre, Pjanic dov'era?

condividi su facebook condividi su twitter 10-06-2016

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Ma quel 5 ottobre, Pjanic dov'era?

Il finimondo. Non è neppure ufficiale, ma è stato sufficiente che filtrasse l'indiscrezione dell'accordo Juventus-Pjanic che apriti cielo. Dagli alla Roma, come ti sbagli, in un esercizio di tafazzismo che ormai da queste parti è diventato un cult a cui non si può rinunciare. Intanto domandiamoci: come mai è filtrata l'indiscrezione? La risposta la trovate dalle parti di Torino. Perché è stata la Juve a suggerirla a qualche giornalista televisivo e non, consapevole che sarebbe stata comunque sufficiente una pay-tv perché arrivasse in un amen in tutte le redazioni del mondo (perché ormai i giornali si fanno seguendo tv e internet, non cercando di precedere tv e internet, e forse per questo vendono sempre meno copie ma questo pare che agli editori di questo paese interessi poco, tanto basta tagliare un po' di posti di lavoro e il problema è risolto). La prima domanda ne innesca subito una seconda: perché la Juve ha soffiato l'indiscrezione? Non tanto, come si potrebbe rispondere superficialmente, per creare un problema alla Roma che pure ci sta, quanto per non farsi soffiare il giocatore. Da chi? La Juve, e di questo gli va dato assoluto merito perché mi starà pure antipatica ma non posso non riconoscere come sia una grande società, sul mercato degli altri è sempre molto informata. E allora, una volta che è venuta a sapere come il Bayern si fosse rifatto sotto per il bosniaco dicendo che avrebbe pagato per intero la clausola a patto che la Roma avesse avuto la pazienza di aspettare la loro cessione di Thiago Alcantara (al Manchester City o al Psg), Agnelli e discepoli hanno deciso di forzare la mano, anticipando i tempi, forti dell'accordo trovato già da tempo con il giocatore. E dunque il finimondo in questa città che forse non aspettava altro, dimenticando, peraltro, che l'ultima dichiarazione di Pallotta (non la precedente in cui aveva commesso l'ennesimo gaffe) di fatto ci aveva anticipato l'addio del bosniaco dicendo che non voleva vendere nessuno ma su Pjanic, vista la clausola, si poteva fare poco.

Capisco l'amarezza dei tifosi perché sarei stato disposto a pagare di tasca mia per vedere un anno, mi sarebbe stato sufficiente un solo anno, un centrocampo composto da Strootman, Nainggolan e Pjanic. Capisco poco come, invece, Pjanic stia uscendo innocente da una vicenda che per come la vedo io, inguaribile romantico di un calcio che mi ostino a credere sia ancora quello di qualche anno fa, è un mio limite, lo riconosco e faccio ammenda, ha comportamenti vergognosi fino a sfiorare l'immoralità. Spiego. Partendo da papà Pjanic, un signore che mi dipingono come uno per cui il dio denaro è tutto e già questo per me sarebbe più che sufficiente a farmelo stare sullo stomaco (per non dire di peggio). Questo signore sono mesi che gira l'Europa offrendo il suo prezioso figliolo, aspettando chi offre di più. E quando ha visto la paletta alzata della Juventus con scritto sopra oltre cinque milioni netti a stagione per cinque anni, ha detto accetto. Per quanto mi riguarda io posso pure accettare il comportamento di papà Pjanic, ha diritto di pretendere di tutto e di più per il figlio (e se stesso). Quello che non accetto, invece, è il comportamento di Mire. Che poi, ma da queste parti ora se lo sono dimenticato tutti o quasi, è lo stesso giocatore spernacchiato dopo la partita di ritorno con il Real, roba di quattro mesi fa mica un secolo, e che nei suoi cinque anni romanisti ha ricevuto più fischi che applausi. Ora, invece, improvvisamente, è diventato uno da pallone d'oro. Ho il sospetto che se fosse andato da qualsiasi altra parte, questa levata di scudi sarebbe stata assai ridimensionata. Ma quello che non accetto di più è che Mire la maglia della Roma, la nostra maglia, se l'è messa addosso per cinque anni, ci ha corso, sudato, segnato, imprecato, gioito. E allora per uno che già guadagna quattro milioni di euro netti, non può esserci nessuna ulteriore cifra a convincerlo a trattare e mettersi d'accordo con la Juve. E' questa la vera mancanza di rispetto nei confronti dei tifosi. Quelli che quel maledetto cinque ottobre di due anni fa hanno dovuto subire l'ennesima prepotenza juventina, tre gol irregolari, gli schiaffi e gli sputi alla panchina della Roma. Sarebbe bastato ricordare questo, Mire, perché te quella sera c'eri in campo, per dire, da uomo vero, vade retro Juventus. E invece ti sei comportato come uno dei tanti quaquaraquà che popolano questo tempo sbandato come direbbe Ivano Fossati. Io giocatori così non li voglio, la penso come Nainggolan che già gli ha detto che non gli parlerà più. 

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Dario Alessandro 10/06/2016 - Ore 10:53

Senza parole. Ve la meritate tutta questa società... enjoy!

antonella locchi 10/06/2016 - Ore 11:48

Questa analisi è corretta. Ma bisogna sottolineare che i tifosi non si ribellano perchè Pianic viene venduto. ma perchè per l'ennesima volta i dirigenti hanno reso questa società suddita della Juventus dio e padrone del mondo del calcio italiano.

Alessandro 10/06/2016 - Ore 23:48

Pallotta bla bla bla

Sisto Pavia. 11/06/2016 - Ore 00:29

Analisi che condivido in pieno . Voglio solo aggiungere che la società Roma , doveva fare l'impossibile per il non trasferimento di Pianic a quelli la ( il nome non ci riesco a pronunciarlo). I tifosi giallo-rossi meritano molto più rispetto . Quel giorno di ottobre lui era la ,e se non si ricorda la derisione attuata da Bonucci e compagni e di tutto uno stadio nei confronti della Roma , mi piace concludere dicendo : Miralem non sei un uomo , nella vita certe soddisfazioni si prendono anche guadagnando di meno.

Alessandro 15/06/2016 - Ore 13:21

Pallotta, Sabatini e BALDISSONI Bla Bla Bla

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