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Forrest Gump

condividi su facebook condividi su twitter 08-02-2016

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Forrest Gump

«La vita è uguale a una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita». Sa ascoltare i consigli Alessandro Florenzi, proprio come Forrest Gump, e come lui corre, tanto, sempre, senza neppure capire bene il perché. Dopo aver assaporato il gusto di giocare mediano con Zeman, attaccante esterno con il “primo” Garcia e terzino destro nella versione finale del tecnico francese, ieri si è ritrovato a fare addirittura l’esterno sinistro di centrocampo (e non solo).

Nella scatola, poco prima, aveva conosciuto anche il gusto amaro del rimbrotto, quello che gli aveva riservato Spalletti sul finire della gara di Torino. Ma un cioccolatino tira l’altro e per rifarsi la bocca bastava solo aspettare di scartare il prossimo: Roma-Sampdoria, quarantaquattresimo minuto.

Con gli avversari che attaccano e il primo tempo agli sgoccioli, lui pensa bene di prendere il pallone e correre!

 Del resto, anche stavolta, il Forrest giallorosso aveva solo deciso di mettere in pratica il consiglio ricevuto: «Se ti trovi nei guai – gli aveva detto Jenny - non cercare di fare il coraggioso, ma corri, hai capito? Pensa solo a correre». E lui corre, da un’area all’altra, col pallone attaccato ai piedi. Mancano 20 secondi all’intervallo, ma lui corre, e sa che arriverà in tempo! Dieci, venti, trenta, quaranta metri di campo, lo “scarico” su El Sharaawy e la corsa, ancora, fino a raggiungere il cuore dell’area di rigore, oltre che dei tifosi. Elevazione, colpo di testa, gol: la Roma è in vantaggio!

Ma non basta, perché il corso degli eventi lo porta a tentare altre strade, o a ripercorrerne di vecchie, come quando, a inizio ripresa si ritrova sballottolato di nuovo nel ruolo di esterno destro. E lui? Semplice, riprende a correre, come e più di prima. Ogni impresa tentata, del resto, è un’impresa riuscita, proprio come per Forrest (dal ping-pong, ai gamberetti). Così, si infila in mezzo agli avversari, arpiona il pallone e lo offre ad El Shaarawy che, insieme a Perotti, fa il resto: 2-0!

Il sombrero dell’italo-egiziano e il tiro al volo dell’argentino, per quanto splendidi, non possono offuscarne i meriti. Tanto più perché di li a poco, Florenzi si ritrova a cambiare di nuovo posizione in campo: terzino destro, perché ora c’è bisogno più di difendere che di attaccare.  

«Lui è sempre molto bravo in parecchie posizioni – sottolinea non a caso Spalletti a fine gara – però questo vuol dire che va a tappare i buchi lasciati dai compagni». Un’autentica dichiarazione d’amore quella del tecnico nei confronti di Florenzi, che in poche settimane ha saputo riconquistare il cuore di chi lo aveva ferito. Il “bacio” ideale di Spalletti è quello corposo di Jenny a un emozionato Forrest Gump, che però non smette di soffrire. Proprio come la Roma, che prima si complica la vita con l’autogol di Pjanic, poi rischia di compromettere la serata con le concessioni a Cassano prima, e Cassani poi.

Così, anche Szczesny si ritaglia uno spazio importante, come Bubba nella vita di Forrest, e pure la traversa torna ad essere protagonista, splendida, come Jenny in abito da sposa! 

Sarebbe stato davvero da sciocchi buttare via non solo i tre punti, ma anche l’opportunità di rilancio in classifica offerta nel week-end da Fiorentina, Inter e Milan; ma come direbbe Forrest: «Stupido è chi lo stupido fa», e la Roma riesce a non esserlo. Non stasera, anche grazie a un po’ di fortuna, come sottolineato da Spalletti («abbiamo avuto un po’ di culo»). Serve anche questo, del resto, per continuare a “correre”, pure quando non è ben chiaro quale sia la meta da raggiungere. 

Fonte: a cura di Marco Madeddu

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