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La Fabbrica di Cioccolato

condividi su facebook condividi su twitter 28-02-2016

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La Fabbrica di Cioccolato

Da quando Willy Wonka è arrivato in città c’è un entusiasmo contagioso. La gente lo aspettava da anni, bramava il suo ritorno e adesso, come può, lo segue dappertutto: 5000 i cuori giallorossi al Castellani di Empoli, ammaliati alla vista della meravigliosa Fabbrica di Cioccolato messa su da Luciano Spalletti, il Willy Wonka ritrovato. I tagliandi dello stadio sembrano già caramelle, ma lo spettacolo è dentro, con la Roma in campo, gustosissima! C’è di tutto: passaggi precisi come i riquadri di una barretta di cioccolato, sovrapposizioni abbondanti come la glassa, verticalizzazioni ficcanti come bastoncini tra i gelati, tagli, scalate, raddoppi di marcatura che aggiungono quel non so che di pralinato. In questa ambientazione gli attori contano meno: difficile capire se è meglio una gelatina o una ciambella, un marshmallows o un confetto, De Rossi o Zukanovic, Manolas o Rudiger, Dzeko o El Sharaawy. Se non trovi l’uno, c’è l’altro, ed è tutto delizioso, come la Roma! Certo, le differenze le scorgi e alcuni sapori ti rapiscono: il gol del vantaggio, ad esempio, è fantastico! La palla gira come un lecca-lecca, prende il volo e si infila in una rete che somiglia a quelle delle monetine di cioccolato. Dopo tanto masticare amaro (fino a gennaio) serviva proprio Willy Wonka con la sua geniale fabbrica! Anche se di fronte a tanta dolcezza c’è il pericolo di sciogliersi, come accade a Szczesny al 22’: pallone sbattuto addosso a Zukanovic e palla nel sacco, stavolta dei rifiuti. Ma in un’azienda ben organizzata funziona tutto, e la produzione va avanti a prescinde dal singolo intoppo. Pjanic dora la pillola e confeziona l’1-2, gli altri cospargono di cacao la metà campo avversaria: i cento secondi passati con la palla tra i piedi a ridosso dell’area di rigore dell’Empoli, sembrano la cascata di cioccolato che alimenta tutta la fabbrica di Willy Wonka. Meravigliosa davvero! Ma le sorprese non sono finite, perché il piccolo Charlie (Freddie Highmore) vuole provare un altro gusto, quello della prima doppietta in giallorosso: tiro di Salah, respinta corta Skorupski e pallone dentro per il 3-1 definitivo. Che bontà! Anche se la fabbrica di Willy Wonka è un posto strano, magico e austero allo stesso tempo. Sembra inghiottire tutti quelli che non meritano di partecipare alla festa, mentre ad altri riserva il retrogusto amaro del «chissà?!».

Così Galliani, che compare nel post-partita a rivendicare la proprietà aleatoria di El Sharaawy, è ricoperto di una glassa rossa come l’imbarazzo cui deve far fronte la sua faccia, mentre i dirigenti della Roma tutta, Pallotta in primis, devono digerire l’amarezza di non aver cambiato le cose per tempo. Peccato, ma pazienza, l’importante è aver rigenerato la festa! Grazie a Willy Wonka, geniale, visionario, magico, proprio come la Roma, o la sua Fabbrica: in fondo, la stessa identica cosa!  

Fonte: a cura di Marco Madeddu

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