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La maledizione della prima luna

condividi su facebook condividi su twitter 12-04-2016

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La maledizione della prima luna

Doveva essere morto, Jack Sparrow, abbandonato sull’isola deserta in cui lo aveva relegato Barbossa. Un atollo isolato e disperso come la panchina in cui Spalletti aveva confinato Francesco Totti. Due capitani, due uomini soli in lotta contro il proprio destino, pronti a tutto pur di riprendersi ciò che gli spetta: il timone della Perla Nera per l’uno, quello della Roma per l’altro.

 

Ma per riuscire nell’impresa, c’è da spezzare una Maledizione! Quella della Prima Luna ha colpito il vascello pirata, quello dei Pali a portiere battuto, la Roma (La Maledizione della Prima Luna, 2003).

Se n’è accorto Salah, che lo coglie di testa e di piede nel primo tempo, e col sinistro a giro a inizio ripresa (18 i legni colpiti in totale da inizio stagione, quanti nessuno in serie A!). Nel mezzo anche la parata miracolosa di Mirante su Iago Falque, il gol (giustamente) annullato ad El Shaarawy, l’occasione sprecata da Pjanic a pochi passi dalla porta e, ovviamente, pure il gol di Rossettini, perfido e malefico come la spettrale scimmia della pellicola di Gore Verbinski.

Tutto a testimonianza di una serata stregata, seppur sbalorditiva e ricca di effetti speciali proprio come la pellicola della Disney Pictures.

Quella che presenta la figura di un protagonista metà uomo, metà fantasma. Un supereroe atipico:  dinoccolato e abile, scaltro e impacciato, furbo e sfortunato! Amato e perseguitato proprio come Francesco Totti, che quando compare sulla scena a inizio ripresa, però, rende l’idea del magico, del possibile e dell’attuabile. Con lui si possono oltrepassare i “confini del mondo”, non solo quelli del Grande raccordo anulare, ormai superati da tempo.

L’unico uomo in grado di spezzare l’incantesimo di una partita Maledetta! Non è un caso che dal tocco morbido del capitano, al 50’, nasca il pallone buono per Salah. L’egiziano controlla, mira e colpisce come in precedenza, ma stavolta, guarda caso, va a segno: 1-1! Logico fantasticare, credere che il piede del capitano abbia interrotto il sortilegio!

Ma non è così, nonostante tutto l’incantesimo resiste! Neanche l’alleanza con Will Turner o Diego Perotti, può bastare, e neppure il compromesso deciso con Barbossa, Spalletti, che dalla panchina subisce gli effetti di un anatema indistruttibile.  

La Roma pareggia la partita anche stavolta, come all’andata, pure se non c’è Garcia, anche se non piove e pur senza Torosidis. Il secondo posto del Napoli resta custodito come da una fattucchiera e il destino della Roma ricade nelle mani di un amletico destino, appeso al risultato di Inter-Napoli. Sabato, quando seconda e quarta in classifica si sfideranno, decideranno in gran parte cosa riservare alla Roma e a Jack Sparrow, da ieri di nuovo in lotta con il proprio destino!

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